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a È ufficiale: il governo dell’Uganda vuole reintrodurre una vecchia legge che prevede la condanna a morte per il “reato di omosessualità”.

L’UGANDA E DIRITTI

Non è la prima volta che questa legge fa capolino nella politica ugandese. Già nel 2009, la maggioranza cristiana era balzata agli onori della cronaca per aver presentato la stesse legge. La legge passò già una volta nel 2013, per poi essere dichiarata nulla dalla Corte Costituzionale per un vizio procedurale. Al momento l’omosessualità è illegale ed è punibile con sette anni di carcere.

LE PAROLE DI SIMON LOKODO

Simon Lokodo

Il ministro per l’Etica e l’Integrità, Simon Lokodo, ha rilasciato all’agenzia Reuters una dichiarazione terribile: «L’omosessualità non è una cosa naturale per gli ugandesi, ma c’è stato un reclutamento di massa da parte delle persone gay nelle scuole e soprattutto tra i giovani dove stanno promuovendo la falsità che si nasca in questo modo».

Secondo Lokodo lo scopo della legge sarebbe quello di espandere il bando all’omosessualità per ricomprendere sotto l’ombrello della legge anche la “promozione e il reclutamento”. «Il nostro sistema penale al momento è limitato. Penalizza solo l’atto. Vogliamo che sia chiaro a tutti quelli che sono implicati nella promozione che anche il reclutamento deve essere un crimine. A questi gravi atti va data la pena di morte», ha sentenziato Lokodo.

KILL THE GAYS

Dello stesso avviso anche il presidente Yowei Museveni che appoggerà apertamente la proposta di legge quando sarà presentata in parlamento, tra qualche settimana. Non solo, si è anche detto fiducioso che la legge passerà grazie all’attività di lobbing fatta su alcuni membri del parlamento: «Stiamo parlando coi deputati e molti ci supportano». La proposta di legge prese il nome di “Kill the gays” già la prima volta che fu presentata. All’epoca conservatori americani noti tra gli attivisti anti-Lgbt+ passavano molto tempo in Uganda. A fine ottobre l’organizzazione World Congress of families – quelli di Verona, per intenderci – terrà una conferenza regionale in Ghana e molti di questi attivisti saranno invitati come relatori.

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