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Se c’è una cosa che non si può rimproverare a Donald Trump è quella di non mantenere le promesse. L’aveva annunciato nei giorni scorsi e, ieri, l’ha fatto. Il neo presidente degli Usa ha annullato il provvedimento voluto da Obama che permetteva agli alunni e alle alunne trans di usare i bagni e gli spogliatoi della scuola conformi alla propria identità di genere e non quelli corrispondenti al sesso biologico. Secondo i critici, la norma metteva a rischio la privacy e la sicurezza degli altri alunni e delle altre alunne.
Insomma, le trans dovranno usare i bagni dei maschi e i trans quelli delle femmine. Della privacy delle persone trans e della loro sicurezza, poco importa all’amministrazione Trump.

Critiche e proteste

Il provvedimento è stato accolto da una pioggia di critiche. Secondo Nancy Pelosi, leader dei Democratici alla Camera dei Rappresentati, questa decisione non farà altro che aumentare la discriminazione nelle scuole, mentre Human Rights Campaign si tratta di una “decisione vergognosa”.
La questione torna ora di competenza dei singoli stati e distretti scolastici. Una scelta che apre scenari imprevedibili se si pensa, ad esempio, che già da tempo stati come il North Carolina o l’Indiana hanno approvato contestatissime leggi che impediscono alle persone trans di usare i bagni corrispondenti alla loro identità di genere. In realtà, il provvedimento di Obama non imponeva alle scuole questa norma, ma puntava ad evitare le discriminazioni nelle scuole.
Ora le associazioni per i diritti civili annunciano battaglia, mentre le proteste per le strade sono già iniziate.

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