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Buone notizie dall’Università di Pavia per gli studenti e le studentesse trans. Arriva infatti, come è accaduto in altri atenei italiani (come a Pisa, Perugia e Parma, tra gli altri), la cosiddetta “carriera alias”, il doppio libretto che permette a chi affronta il percorso di transizione di poter sostenere gli esami con il nome scelto, anche se non si è ancora ottenuta il cambio anagrafico del genere. Lo racconta Cecilia Bettini, studentessa, a La Provincia Pavese in un’intervista.

Il via libera del Senato Accademico

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Cecilia Bettini, studentessa dell’Università di Pavia

La decisione è arrivata lunedì scorso, quando il Senato accademico ha approvato il via libera al “doppio libretto”. Cecilia, ormai prossima alla laurea, si ritiene molto soddisfatta del risultato: «Poter essere riconosciuta nella mia identità elettiva è un traguardo fondamentale, un grande passo di apertura e tutela delle persone LGBT». La studentessa, che sta scrivendo una tesi sulla concezione della donna in Thomas Hardy, potrà avere così riconosciuta la sua identità di genere.

Una questione di privacy e di pregiudizi

Non è semplice la situazione per le persone trans nei nostri atenei. «Il problema più grosso era che ogni volta prima di un esame dovevo contattare il professore per segnalargli la mia situazione» ricorda ancora la studentessa «e chiedergli di rivolgersi a me con un nome diverso da quello del libretto». Una situazione che lei stessa definisce come «emotivamente pesante», perché lesiva della propria privacy. «Dovevo tirare fuori ogni volta informazioni sulla mia vita privata, dichiarare di essere transessuale» ricorda ancora «senza contare la preoccupazione che tutto questo influisse sulla valutazione finale didattica e personale da parte del docente, nel caso venisse elaborata qualche forma di pregiudizio». Il doppio libretto, per fortuna, risolve questi problemi.

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