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Una donna in Brasile è stata condannata a venticinque anni di carcere per aver ucciso il figlio. L’unica colpa del ragazzo: essere gay.

L’OMICIDIO TENTATO DUE VOLTE

Tatiana Ferreira Lozano Pereira è stata accusata di aver pugnalato a morte suo figlio diciassettenne, Itaberlly Lozano. Secondo la rivista Out la donna avrebbe tentato di ucciderlo assoldando un sicario che avrebbe però fallito. Secondo l’accusa, infatti, le discussioni tra Pereira e il figlio per la sua omosessualità sarebbero state così aspre che la donna avrebbe assoldato due malviventi, Victor Roberto da Silvia e Miller Da Silva Barissa, per uccidere Itaberlly. I due, dopo che il ragazzo era stato convinto a tornare a casa con la scusa di un tentativo di riconciliazione con la madre, l’avrebbero picchiato, rifiutandosi però di ucciderlo. Pereira avrebbe accoltellato il figlio proprio in quegli istanti.

La vittima

IL PROCESSO A SAN PAOLO DEL BRASILE

La madre ha ammesso in tribunale di aver ucciso il figlio, ma ha sostenuto che quest’ultimo avrebbe minacciato di farle del male. Tuttavia i parenti del ragazzo sostengono che questi non sia mai stato violento.

La madre, invece, l’avrebbe sempre allontanato e rifiutato per il suo orientamento sessuale. «Aveva una lavoro, era molto educato e non litigava praticamente mai con nessuno», ha raccontato lo zio Dario Rosa, «aveva solo problemi con sua madre che non accettava che fosse omosessuale». La scorsa settimana una giuria popolare dello stato di San Paolo del Brasile ha condannato Tatiana Ferreira Lozano Pereira a venticinque anni e otto mesi di carcere per aver pugnalato a morte suo figlio.

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