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Anna e le sue mamme ce l’hanno fatta. Alla fine il Comune di Venezia ha rilasciato alla bimba di sei anni la cata di identità con scritto “genitori” e non “madre” e “padre” come previsto dal decreto Salvini.
La vicenda risale a qualche giorno fa quando le due donne, riconosciute entrambe madri della piccola dopo una sentenza di stepchild adoption del Tribunale, sono andate all’anagrafe a chiedere per la figlia la carta d’identità.
Ma stando a quanto stabilito dal contestatissimo provvedimento del ministro dell’Interno, la carta d’identità della piccola non poteva riportare i nomi di tutte e due le donne perché deve indicare necessariamente “padre” e “madre”.

La soluzione: carta invece che digitale

Anna, perciò, era rimasta senza documento.
La soluzione, secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, è stata rilasciare una carta d’identità cartacea invece di quella elettronica, ormai obbligatoria per tutti.
I legali hanno spiegato che il Comune può comunque optare per questa scelta se si presentano “gravi motivi”.
Nel caso di Anna il grave motivo era proprio l’ipossibilità di rilasciarle il documento riportando il suo reale status di figlia di due mamme.
Come sottolineano le due donne, il caso-Venezia potrebbe fare da apripista per i tanti bambini che sono nella stessa situazione di Anna e che rischiano di non potere avere una carta d’identità.

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