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Prosegue il nostro viaggio per la Sicilia sud-orientale, una delle tappe gay-friendly del nostro Paese. Oggi andremo a visitare alcuni luoghi della Val di Noto e Siracusa, la città che si affaccia sul mare e che negli ultimi tempi è stata eletta meta del turismo Lgbt dell’isola.

Siracusa, la città che guarda il mare

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Veduta aerea di Ortigia, a Siracusa

Se a Catania è il nero il colore incontrastato, a causa o per merito della pietra lavica, Siracusa si aprirà al vostro sguardo – se venite da nord, in macchina, entrando dalla frazione di Belvedere – come una macchia bianca in mezzo ad un mare color cobalto. Se Catania guarda il mare di spalle, lasciandosi dominare dal vulcano verso la quale sembra rivolta, Siracusa – città di Archimede e una delle polis greche tra le più potenti del Mediterraneo – per la sua conformazione geografica è totalmente circondata dalle acque. Il suo cuore pulsante è un’isola, Ortigia, dove il turismo è cresciuto moltissimo negli ultimi anni. Anche quello Lgbt.

Una meta sempre più arcobaleno

L’isola di Ortigia, che è il centro storico della città, è stata eletta meta del turismo (anche) gay per la sua bellezza. Molte sono le case vacanze e i B&B che hanno potenziato la struttura ricettiva del luogo. Te ne accorgi anche solo aprendo Grindr, tra luglio e agosto. O più semplicemente andando a passeggiare per le viuzze – tra cui via Cavour, dove ci sono negozi e ristoranti tra i migliori del posto (vi consiglio, tra gli altri, La Sicilia in tavola e Sicily, per la gentilezza e la qualità, oltre la simpatia del personale) – dove si possono incontrare coppie mano nella mano, insieme alle altre famiglie, nella quasi indifferenza generale.

Mi è capitato più volte di incrociare lo sguardo (di quelli che accendono il gay-radar) con qualche turista, tra la piazza del Duomo, a prendere una granita, o al mare, sugli scogli del Forte Vigliena, dove l’acqua è cristallina pur essendo in pieno centro abitato.

Una dimensione d’armonia

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Una strada di Noto, con le bandiere rainbow

Siracusa è gay-friendly, d’altronde. Non che sia una città dove non ci possano essere problemi, ma ha una lunga storia di accoglienza alle sue spalle. Ha due associazioni molto attive sul territorio – Stonewall Glbt e Arcigay – e da qualche anno è sede di un piccolo pride, che sta crescendo di volta in volta. È bello fare i turisti, da queste parti. È una dimensione che ti riallaccia ad un’armonia.

E allora, se venite da queste parti e posso suggerirvi un itinerario, fate prima colazione al bar e poi al mare. Anche ad Ortigia stessa, se vi piacciono gli scogli. Nelle ore più calde consiglio la siesta a casa e infine al tramonto, la sera, recatevi al Porto grande per godervelo sulla terrazza vicino la fonte Aretusa, per proseguire con l’aperitivo sul lungomare Alfeo, mentre ogni cosa si accende di fuoco la notte arriva lentamente.

In val di Noto, tra festival e musica

Ma non finisce qui. Proseguendo verso sud, ancora, un’altra piccola perla del turismo arcobaleno è Noto. E qui dal bianco passiamo al miele. Quello della pietra dei palazzi barocchi delle vie del centro, dove ogni anno migliaia di turisti e di persone del luogo si esercitano nello “struscio”, le lunghe passeggiate da un punto all’altro del corso centrale. Nei giorni scorsi, sempre qui, si è svolto il festival Giacinto – Nature Lgbt, che è arrivato alla sua terza edizione. E andando ancora più a meridione, nella punta estrema dell’isola, si potrà assistere a un altro festival, ma a Marzamemi – si tratta di Sii com sei, sempre a tematica Lgbt – che quest’anno curerà il tema delle nuove famiglie.

Se invece il sole vi impigrisce (il che è comprensibile, se state tutto il giorno nelle splendide spiagge dei dintorni, di cui vi parlerò prossimamente), potete sempre rimanere in zona. Al pub Anche gli angeli, ritrovo gay della città netina, dove ascoltare buona musica e chiacchierare al bancone o tra i tavoli, in strada. E, se siete fortunati, incrociare sempre qualche sguardo e magari innamorarvi. Per una notte sola o per tutta la vita.

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