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Tensione alle stelle a San Juan, teatro di scontri tra agenti di polizia e migliaia di manifestanti scesi in piazza per chiedere le dimissioni del governatore di Porto Rico, Ricardo Rossellò, accusato di essere omofobo e misogino.

Le parole contro Ricky Martin

A scatenare le manifestazioni in atto da giorni, la pubblicazione di centinaia di pagine di conversazioni di una chat privata su Telegram tra il governatore e una decina di suoi stretti collaboratori. Le battute misogine e i commenti omofobi prendevano di mira anche Ricky Martin: «È così macho che dorme con gli uomini perché le donne non sono all’altezza», scriveva il capo dell’ufficio finanziario, Christian Sobrino, che sabato si è dimesso.

L’assalto ai manifestanti

Il governatore portoricano Rossellò

Con gas lacrimogeni e proiettili di gomma i poliziotti in assetto anti-sommossa hanno cercato di disperdere gruppi di manifestanti radunati pacificamente nei pressi della residenza del governatore contestato, pronti a rimanere in piazza giorno e notte fino al raggiungimento del loro obiettivo. Manifestazioni di sostegno si sono tenute in più città statunitensi dove risiede un numero significativo di portoricani, tra cui New York, Orlando e Miami. La protesta è cominciata dal Campidoglio della capitale portoricana: gli slogan e i cartelli chiedevano le dimissioni di Rossellò oltre a denunciare il numero di vittime dell’uragano Maria, abbattutosi sull’arcipelago nel 2017, con un bilancio di 4645 morti.

Tra i manifestanti anche Benicio del Toro

A dare maggiore visibilità e slancio ai manifestanti é stata la partecipazione di artisti di fama mondiale: non solo Ricky Martin, direttamente preso di mira dalle autorità, ma l’attore Benicio del Toro e la star del reggaeton Bad Bunny. «Siamo stanchi del cinismo.Se la prendono con le donne, se la prendono con la comunità Lgbt, con le persone con disabilità. Poi c’è una corruzione assurda. Siamo stanchi. Non ce la facciamo più»,ha dichiarato Martin.

I fallimenti del governatore

Un momento della protesta, con Ricky Martin

Rossellò non si stanca di ripetere che rimarrà al suo posto. In una conferenza stampa ha soltanto riconosciuto di aver commesso «azioni improprie» ma  – a suo dire – «non illegali». Rossellò – esponente del Nuovo Partito Progressista (Npp, centro) – era stato già pesantemente contestato per la sua gestione dell’uragano Maria che nel 2017 devastò Porto Rico. In seguito alla sciagura climatica è stata attuata una politica di austerità e una ondata di privatizzazioni che ha ulteriormente peggiorato le condizioni di vita della maggior parte dei circa 3,8 milioni di abitanti.

La situazione politica a Porto Rico

Corruzione diffusa, crisi della sanità, frequenti black-out da più di sei mesi, beni alimentari che scarseggiano nei supermercati sono alcuni dei problemi. Del resto pochi giorni prima che scoppiasse il “RickyLeaks”, l’Fbi aveva arrestato alcuni dirigenti portoricani e appaltatori, tra cui l’ex segretario all’istruzione, accusati di corruzione e appropriazioni indebite per 15,5 milioni di dollari da fondi federali assegnati a Porto Rico per la ricostruzione post uragano.

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