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Come Gaypost.it vi ha raccontato, il Comune di Perugia ha fatto ricorso contro la decisione del tribunale di imporre al sindaco Romizi di trascrivere il certificato di nascita del piccolo Joan. La vicenda è nota. Il piccolo è figlio di due donne perugine che vivono in Spagna dove lui è nato. Le sue mamme avevano chiesto al Comune la trascrizione dell’atto di nascita dove, secondo la legge spagnola, risultano entrambe come madri.
Il Comune, però, non solo si è rifiutato, ma non ha neanche registrato il bambino come figlio della madre che lo ha partorito. Un caso unico in Italia.

Il ricorso al tribunale e la decisione del giudice

Quando le due donne, sostenute dall’associazione di avvocati Rete Lenford e dalla perugina Omphalos LGBT hanno fatto ricorso in tribunale, il Comune ha trascritto l’atto parzialmente cioè con una sola mamma. Troppo tardi: di lì a qualche giorno, infatti, il giudice ha imposto la trascrizione completa. Siamo a marzo dello scorso anno.

Il sindaco contro il tribunale

Ora arriva il ricorso del Comune. Lo scorso 25 giugno, gli attivisti e le attiviste di Omphalos hanno occupato gli uffici del Comune per chiedere al sindaco Romizi di ritirare la sua firma dal ricorso. Per tutta risposta, Romizi si è chiuso nel suo ufficio e non è più uscito.
Il giorno dopo ha rilasciato un’intervista a Umbria 24 in cui tenta di spiegare che la responsabilità non è sua, ma dell’avvocatura del Comune, che non si tratta di una scelta politica e che lui ha agito secondo la legge. Ecco l’intervista:

Omphalos sbugiarda Romizi

Omphalos, però, non ci sta ed oggi ha risposto al sindaco con un altro video in cui, punto per punto, smentisce tutte le cose dette da Romizi stesso. Ne viene fuori un quadro imbarazzante, per il primo cittadino di Perugia già finito su diverse testate nazionali e internazionali per le sue decisioni sul piccolo Joan.
Ecco la risposta di Omphalos:

“Famiglie invisibili”

Mentre scriviamo questo articolo, intanto, Omphalos e Famiglie Arcobaleno sono impegnate nel dibattito “Famiglie invisibili” proprio per affrontare il tema dei diritti delle coppie dello stesso sesso con figli e, in particolare, di Joan e delle sue mamme. L’incontro fa parte degli eventi che preparano la città al Perugia Pride del prossimo 30 giugno. Per la prima volta, quest’anno, nel capoluogo umbro ci sarà una vera e propria parata che attraverserà le strade della città a differenza degli anni precedenti in cui il pride è stato stanziale ai Giardini del Frontone.

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