È morto Jospeh Nicolosi, il principale fautore delle terapie riparative

“Siamo profondamente rattristati nell’annunciare la morte del dott. Joseph Nicolosi, ieri in California, per le complicazioni di un’influenza. Si svolgerà un funerale privato”. Con queste parole, la pagina ufficiale della clinica Thomas Aquinas Psychological Clinic di Los Angeles di cui Nicolosi era fondatore, ha annunciato ieri sera la scomparsa del dottore, uno dei principali fautori delle terapie riparative.
Nicolosi, 70 anni, psicologo, aveva fondato la comunità Narth (National Association for Research and Therapy of Homosexuality) tramite la quale ha diffuso le sue convinzioni sul fatto che l’omosessualità potesse essere curata, esportandole in tutto il mondo. terapie_riparative2Era autore di diversi libri in cui illustrava le sue controverse teorie.

Posizioni contrarie alla comunità scientifica internazionale

Le sue posizioni, contrarie a quelle riconosciute a livello globale da tutta la comunità medico-scientifica, sono state misconosciute dall’American Medical Association, dalla American Psychiatric Association e dalla American Psychological Association.
Quando nel 2010 venne in Italia, dove vanta diversi seguaci e dove alcuni centri professano le sue teorie, un documento firmato da psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti, studiosi e ricercatori dichiarò che “qualunque trattamento mirato a indurre il/la paziente a modificare il proprio orientamento sessuale si pone al di fuori dello spirito etico e scientifico“.

Le teorie di Nicolosi in Italia

L’Ordine degli Psicologi italiano ha più volte ricordato che “lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona”. Curare qualcosa che non è una malattia va infatti contro i principi deontologici dell’Ordine.
Le terapie riparative sono considerate un pericolo per le persone omosessuali che vi sottopongono, specialmente quando questo avviene in età adolescenziale. Queste presunte “cure”, infatti, favoriscono lo sviluppo di un ambiente discriminatorio e pieno di pregiudizio, oltre a compromettere un sereno sviluppo della personalità di chi vi si sottopone.
Alcuni stati nel mondo le hanno vietate per legge. Negli Usa sono il Vermont, l’Oregon, il New Jersey, l’Illinois e la California. Fuori dagli Usa, Malta ha approvato una legge che vieta queste cosiddette “terapie”, mentre in Italia il primo disegno di legge che punta nella stesa direzione, è stato depositato lo scorso anno dal senatore Lo Giudice (Pd).

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