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Quello dell’insegnante, si dice, è il mestiere più bello del mondo. O almeno così si dice. Di certo, è uno dei più impegnativi, fosse non altro per l’alto carico di responsabilità di cui è investita la classe docente. E tra alcuni e alcune di loro, ci sono personaggi davvero eccezionali. Persone che lavorano senza sosta non solo per insegnare i contenuti delle proprie discipline, ma anche per cambiare il mondo. A tal punto che è nato il Global Teacher Prize, che premia il/la migliore docente dell’anno. E in questa tornata – la premiazione si terrà a Dubai il prossimo 24 marzo – abbiamo Andrew Moffat, che concorre con una motivazione davvero speciale.

Una vita accanto agli ultimi

Il progetto “No Outsiders”, di Moffat

Insegnante alla Parkside Community School di Birmingham, un istituto con una forte presenza multietnica situato «in una zona depressa della città» – come si legge sul Corriere.it – «Andrew Moffat prima di diventare insegnante ha lavorato con disoccupati, senzatetto, tossicodipendenti». Quindi ha capito che se voleva cambiare davvero le cose, doveva partire dal mondo della scuola. Nella sua scuola, leggiamo ancora «ha ideato seminari e laboratori dal titolo “No Outsiders”» sia «per formare gli insegnanti» sia per educare ragazzi e ragazze «all’inclusività e all’accettazione delle differenze». Ha pure aperto un sito per raccogliere e condividere proposte educative che vadano in tale direzione.

Il corso di uguaglianza per le persone Lgbt

Ma non solo: ha anche avviato un «corso di uguaglianza Lgbt», un atto molto coraggioso visto che ha scatenato vibranti proteste nella sua comunità, a larghissima maggioranza musulmana. Moffat, tuttavia, non si è lasciato scoraggiare dalle proteste e ha anche incassato il supporto della scuola. «Ci sono molte persone che riconoscono che questo lavoro è importante» ha dichiarato «e questo è ciò che mi interessa più di tutto». Non è la prima volta che arriva agli onori della cronaca e ad un premio per la sua attività: nel 2017 è già stato premiato da Elisabetta II per i suoi sforzi educativi in direzione dell’uguaglianza. Se dovesse vincere il premio – di un milione di dollari – ha dichiarato, donerà il denaro per il programma “No Outsiders” e per finanziare le biblioteche della sua città.

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