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La Georgia approva una norma sulla “libertà di culto” che di fatto apre a comportamenti omofobi e alla discriminazione contro la gay community, e molte aziende valutano la possibilità di cambiare stato.
A cominciare da 373K, un’azienda di telecomunicazioni che ha il suo quartier generale prorio in Georgia, il cui CEO Kelvin Williams ha spiegato a Business Insider che sta già organizzando il trasferimento della società in Delaware.

georgia_omofobia1Il “First Amendment Defense Act”, approvato lo scorso febbraio dal Senato e ora anche dalla Camera e in attesa della firma del governatore, consente a tutte le organizzazioni religiose (come le agenzie per le adozioni, coloro che si occupano di senzatetto o di disabili), di non ammettere ai loro programmi persone omosessuali o coppie dello stesso sesso, estendendo di fatto la facoltà di rifiuto a tutti coloro che non rispettano i dettami della religione (pensate, ad esempio, alle ragazze madri o alle persone divorziate). Molte di queste agenzie ricevono finanziamenti dallo stato perché offrono servizi alla popolazione. Ma grazie alla nuova legge, possono di fatto ignorare le ordinanze antidiscriminazione emesse sia a livello federale che statale.

Nonostante la legge non sia ancora stata varata, Williams, che è gay, ha già deciso di andare altrove.
“Abbiamo deciso di andarcene quando la legge ha ricevuto il primo sì – ha spiegato -. Tutti pensavano che fosse solo una minaccia. Ma no, eravamo serissimi”.
Il governatore del Delaware ha telefonato all’imprenditore per esprimergli il suo personale benvenuto nello stato.
Da ieri, 373K è ufficialmente un’azienda del Delaware e nel giro di qualche giorno chiuderà qualsiasi rapporto con la Georgia.

georgia_omofobia2L’azienda di Williams non è un colosso, con i suoi 20 dipendenti, ma è in espasione e sta continuando ad assumere personale. La decisione andare altrove è stata presa in accordo con i dipendenti che hanno votato per lo spostamento. Coloro che non vorranno trasferirsi potranno comunque lavorare da remoto.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’imprenditore non ha deciso di lasciare la Georgia perché si sente personalmente toccato dalla legge.
“Una delle ragioni per cui ho deciso di andarmene – ha spiegato a Business Insider – è che i nostri dipendenti vengono da tutto il mondo. Fai un nome e ce l’abbiamo. Quello che io dico alle persone è che, con questa legge, ho solo due dipendenti che risultano accettabili per la Georgia, solo due eterosessuali che si sono sposati una sola volta. Tra i lavoratori di 373K ci sono musulmani, buddisti, atei, persone divorziate e membri della gay community: tutte persone che potrebbero subire discriminazioni se la legge venisse varata.

Williams ha anche denunciato il clima politico generale della Georgia. Alle recenti primarie per la corsa alla Casa Bianca, tra i repubblicani il più votato è stato il miliardario Donald Trumpo, noto per le sue posizioni razziste, sessiste e omofobe. Di contro, tra i democratici, ad avere la meglio è stata Hillary Clinton le cui idee di estrema apertura verso la gay community non sono certo meno note.

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