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Fuori dalla rete Re.a.dy e niente finanziamenti ai progetti contro l’omofobia e il bullismo nelle scuole. E’ il risultato del voto del Consiglio regionale del Friuli di ieri sera.
Come Gaypost.it aveva annunciato, la nuova giunta che guida la Regione, con a capo il leghista Fedriga, ha deciso che il Friuli non farà più parte della rete degli enti locali che si impegnano a combattere l’omofobia e la transfobia.

Fuori da Re.a.dy

L’adesione era avvenuta un anno fa, quando a capo del Friuli c’era ancora la dem Debora Serracchiani.
Un’adesione “politica e ideologica” a sentire l’assessora all’Università, al Lavoro e alla Formazione Alessia Rosolen nel suo intervento di ieri sera.
Come politica è la scelta di uscire da Re.a.dy., per rivendicazione della stessa assessora.

L’obiettivo: il progetto contro l’omofobia

“In realtà l’obiettivo era fin da subito colpire il progetto ‘A scuola per conoscerci’ – racconta a Gaypost.it Davide Zotti di Arcigay e responsabile del progetto stesso insieme a Margherita Bottino -. Per quest’anno il progetto è salvo. La spesa in bilancio era già prevista, gli iter delle scuole che aderiscono conclusi e intervenire già da subito sarebbe stato un colpo di mano troppo forte”.

Un progetto partito 10 anni fa

Un totale di 16 mila euro l’anno che la giunta Serracchiani aveva stanziato per tre anni, svincolando il progetto dai bandi. Niente di nuovo, in realtà, perché “A scuola per conoscerci”, che ha lo scopo di combattere le discriminazioni contro le persone lgbt nelle scuole, esiste da 10 anni. “Quando lo abbiamo lanciato abbiamo avuto anche il sostegno della giunta di centrodestra di allora – continua Zotti -. Poi con l’amministrazione Serracchiani la Regione è diventata molto più attiva anche grazie ai bandi che finanziavano il progetto”. Dall’anno scorso, la previsione della spesa direttamente in bilancio.
“Sono soldi che usiamo per pagare gli specialisti di cui ci avvaliamo – specifica Zotti -. Le altre persone che partecipano al progetto sono tutte volontarie”.

Salvo per il 2018

Per il 2018, dicevamo, il progetto è salvo. “Sono 22 le scuole di tutta la regione che hanno aderito continua l’attivista – e a settembre ripartiremo. Ma il voto di ieri sera a abrogato l’articolo che prevedeva il finanziamento del progetto dal 2019 in poi”.
Questo non significa che il prossimo anno “A scuola per conoscerci” non si farà.
“Le scuole rimangono, per fortuna, autonome e possono decidere da sole quali attività fare o non fare – spiega Zotti -. La Regione non può certo impedirglielo e noi intendiamo andare avanti. Troveremo i fondi necessari diversamente. Certo, possono fare pressioni, renderci la vita difficile e tentare di ostacolarci, ma non abbiamo alcuna intenzione di smettere”.

La posizione dell’assessora

Rimane il dato che la Regione Friuli Venezia Giulia si tira indietro davanti a progetti contro le discriminazioni. Anche se, nell’introdurre il suo intervento, l’assessora Rosolen ha precisato che lei e i suoi colleghi assessori sono contro ogni discriminazione. Ma, ha precisato “non ci saranno mai più capitoli di bilancio con cui si inserivano in maniera subdola capitoli della vita politica e civile nella scuola”. Né, tanto meno, troveranno spazio “emendamenti che chiedono ad associazioni come Arcigay di sostituirsi all’educazione nella scuola e nella famiglia”.

Il seguito dell’intervento ha messo insieme l’adesione a Re.a.dy con il progetto nelle scuole che, in realtà, sono cose del tutto indipendenti tra loro. L’unica cosa che hanno in comune è la battaglia contro l’omotransfobia e l’impegno della Regione. Ma il voto di ieri ha annullato tutto.
Ecco il discroso dell’assessora.

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