Forza Nuova contro il Roma Pride: insulti al portavoce Secci e Tina Costa

Un triste film, per altro già visto più volte: Forza Nuova torna ad attaccare il Roma Pride e, di conseguenza, il suo portavoce, nonché presidente del Circolo Mario Mieli, Sebastiano Secci. Sarà che con il nuovo governo certe realtà si sentono naturalmente autorizzate ad attaccare le persone Lgbt – e dopo Fontana contro le famiglie arcobaleno e Salvini con la sua smania di far censimenti alla comunità rom è anche facile sentirsi autorizzati a prendersela con intere categorie sociali – ma è partita l’ennesima polemica, photoshop alla mano, contro la manifestazione romana. Vediamo nello specifico cosa è successo.

Alcuni commenti contro Secci e Costa

L’attacco a “Brigata Arcobaleno”

Nel mirino del partito neofascista c’è la campagna lanciata all’ultimo pride, intitolata Brigata Arcobaleno – La liberazione continua. In questa, si vede un’immagine con la staffetta partigiana Tina Costa insieme ad un gruppo di ragazzi e ragazze. Evidentemente, lo spirito antifascista dell’evento non deve esser piaciuto a qualche camerata. Sulla pagina Facebook dell’organizzazione, infatti, è stato ripreso lo stesso manifesto, in parte modificato (nella versione originale, il ragazzo sulla sinistra non ha nessuna scritta nella maglietta e quello sulla destra non ha l’immagine di Che Guevara) e possiamo leggere: «Quest’anno – spiega il portavoce del #RomaPride Sebastiano Secci, che tiene lo striscione di testa – il tema è ‘Brigata arcobaleno, la liberazione continua’. Passano gli anni, cambiano gli obiettivi: ieri sparavano alle spalle oggi mirano alle … alle». Divertentissimo insomma. Ma, purtroppo, non finisce qui.

Insulti e minacce al portavoce Secci e a Tina Costa

Gli insulti contro la campagna

Molti i commenti di odio, sia contro Secci sia contro la staffetta. Dall’augurio che si ammalino di cancro a vere e proprie minacce – alludendo al fatto di sterminarli tutti – per non parlare degli insulti diretti a Costa (definita come “vecchia imbambita”, senza la r) questo è il quadro che emerge da chi ha commentato l’immagine su Facebook. Niente di nuovo, insomma, da parte di chi sostiene un’ideologia liberticida e criminale come il fascismo.

L’ironia del social contro i fascisti

Di contro, numerosi i commenti contro quest’ennesimo volgare attacco: in molti, infatti, hanno fatto ironia sull’uso disinvolto di Photoshop: «Un consiglio, trovatevi un grafico migliore che si vedono a occhio nudo le modifiche sulle magliette», li sferza un utente. «Di tempo da perdere ne avete visto che modificate (penosamente) le foto con Photoshop. Si chiama falso ideologico» li accusa un altro. Commenti che regalano comunque un sorriso amaro, visto che è ancora permesso a certa gente di insultare i valori fondanti della nostra democrazia: a cominciare dal rispetto per le differenze.

 

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