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«La Lega è nata per ottenere l’autonomia delle regioni, non per sindacare su temi etici o familiari. Se va avanti così come vuole Pillon torneremo a tempi antichi dove le donne fanno solo le schiave degli uomini». Così si è espresso sul Congresso della famiglia che si terrà a Verona l’ex capogruppo leghista Mauro Bonato ha lasciato il suo incarico al consiglio Comunale. Le dimissioni risalgono allo scorso 8 marzo, nonostante a notizia sia stata riportata solo di recente sia da TPI, sia da Open.

Le parole dei relatori? Agghiaccianti

E non è per niente tenero, l’esponente veronese, contro l’iniziativa avallata – grazie alla loro partecipazione – da ben tre membri del governo giallo-verde: «Trovo agghiaccianti le parole dei relatori. Non possiamo accettare che salga sul palco chi equipara omosessualità e satanismo» ha detto, ancora, riferendosi alla presenza di Silvana De Mari, ben nota per le sue dichiarazioni contro il movimento Lgbt. E quindi attacca il ministro Fontana: ««Se il ministro Fontana voleva organizzare questo raduno tra i suoi fan allora avrebbe dovuto farlo senza i loghi del Comune e della Provincia». Continuando: «Se il ministro Fontana avesse un po’ di dignità si dimetterebbe».

Verona non è la culla del medioevo

Insomma, il raduno mondiale di quelle forze ultrareazionarie e di estrema destra che auspicano una società basata sulla supremazia del maschio eterosessuale a discapito di donne e persone Lgbt, non piace nemmeno dentro il mondo leghista. «Vogliono rendere Verona la culla del Medioevo, ma Verona non lo merita. Verona è una città di accoglienza», ha dichiarato ancora Bonato. Salvini dovrebbe riflettere sulla pericolosa china che sta facendo prendere al suo partito, collocandolo su posizioni estremiste che dovrebbero procurare orrore nel consesso di una società pienamente democratica e liberale.

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