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Ci sarà una presenza “queer” sul famoso palco della Festa dell’1 maggio, al Concertone: si tratta del gruppo musicale La rappresentante di lista, band creata nel 2011 da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, a cui si sono aggiunti gli altri membri che oggi la compongono. Della fine del 2018 è il loro ultimo album, Go Go Diva, un’opera in cui «mettersi a nudo» e ancora «desiderarsi e offrirsi» e  avere il coraggio «di fare delle scelte e viversi la responsabilità», come dichiara a Il Sussidiario l’autrice stessa del gruppo. Oggi li vedremo suonare a piazza San Giovanni.

Conoscere il proprio corpo

Nel rapporto tra identità e corpo si gioca molto, della poetica musicale del gruppo. A cominciare dalla copertina del disco: «Abbiamo iniziato a cercare la posa giusta» dichiara sempre Veronica, «dopo un paio d’ore di acqua addosso, freddo e pose tra le più disparate, presi dalla stanchezza e dal furore abbiamo capito che stavamo girando attorno all’unica cosa che dovevamo fare: spogliarci». Perché infatti è questo il tema principale del disco: mettersi a nudo e farlo insieme. E la cantante spiega ancora: «Ancora oggi molte persone non hanno idea di che cosa significhi conoscere il proprio corpo, non solo sotto il punto di vista sessuale: tu sei strettamente legato a quello che fai, a come ti muovi nel mondo, a quello che senti. E il corpo è lo strumento fondamentale con cui fare esperienza in questa vita». Un inno alla liberazione e alla ricerca della parte più vera di sé, a ben vedere.

Un’arte fluida, come l’identità

La piazza del Concertone

Ed è stata la critica musicale ad aver definito queer il gruppo, definizione che La rappresentante di lista sposa in pieno, insieme ad «un punto di vista plurale femminile. La nostra è una femmina che accoglie, che si prende cura, che ama. Vorremmo fosse garantita una pluralità di visioni, di generi, di idee contro un pensiero “allineato e coperto”». E torna anche sulla fluidità dell’io, Lucchesi, quando afferma: «Non è più il tempo delle definizioni. Come nella sessualità sfumano i confini dei generi, così nella musica». Il corpo, scoprendo se stesso e ridefinendosi, riposiziona l’arte: «Nel secolo scorso i generi musicali servivano a creare un’identità. Oggi stiamo assistendo a una trasformazione e non crediamo sia più possibile collocare i generi musicali all’interno di sistemi identitari».

Sul palco della polemica

La presenza di questo gruppo e di tali tematiche fa rumore, in un’edizione che è stata al centro delle polemiche per la carenza di autrici femminili sul palco. Nell’occhio del ciclone anche Ambra Angiolini, che insieme a Lodo Guenzi condurrà l’evento. La show girl ha dichiarato infatti: «Poche donne sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma? I problemi sono altri, il male è altrove». Continuando: «Io non mi sento offesa, questa è la radiografia della situazione discografica italiana, dunque il problema è a monte. In hit parade le donne sono due nelle prime venti posizioni». Ambra, per queste parole, è stata accusata di scarsa empatia e mancanza di solidarietà. Chissà che la presenza di un gruppo queer non sensibilizzi di più sia il pubblico, sia gli organizzatori per il prossimo anno.

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