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Trentacinque ritratti oltre le etichette. Dal 4 maggio e fino al 4 giugno al MAU – Museo di Arte Urbana di Torino sarà esposta la mostra Celebrate Yourself della fotografa Alice Arduino, attivista e militante in ambito femminista, lgbt+ e di genere.

Celebrate Yourself è un progetto fotografico che ha l’obiettivo di raccontare al mondo la comunità lgbt+ attraverso le vite di trentacinque persone. I loro hobby, passioni, lavoro, principi e valori spogliati dalle etichette di gay, lesbica, bisessuale e transessuale, sono protagonisti della mostra.

I protagonisti

Alice Arduino

Storie di singoli, coppie e famiglie omogenitoriali. Politici, dejeey, poliziotti, avvocati, attivisti, studenti, giovani e scrittori che hanno fatto coming out e che hanno deciso di raccontare la loro esperienza e il loro vissuto.

Un contributo, quello dei protagonisti di Celebrate Yourself, che nelle intenzioni di Arduino hanno la finalità di sensibilizzare maggiormente quelli che ancora guardano con diffidenza il mondo omosessuale e di aiutare altri giovani a fare coming out.

Le storie dei protagonisti sono già state pubblicate sulle riviste Pride Online, TPI – The Post Internazionale e sul sito Sessualità Positiva della Psicologa Laura Salvai. L’idea è di promuovere il progetto come “una espressione di libertà e consapevolezza per essere se stessi e vivere felici”.

Etichette? No, grazie

“Il mio obiettivo era raccontare la comunità lgbt+ andando oltre le etichette” spiega Alice Arduino. “Volevo che uscisse fuori la storia delle persone fotografate, i loro hobby, passioni, quello che fanno nel tempo libero, cosa leggono, guardano in tv, al cinema e che musica ascoltano. Chi legge le interviste deve trovare dei punti in comune con loro, familiarizzare, sorridere, commentare perché le cose che ci accomunano e uniscono sono molteplici. Il fatto che poi siano gay, lesbiche, bisessuali e transessuali è una cosa in più, una ‘etichetta’ che gli altri ti attaccano e che non deve influire sul giudizio delle persone”.

Se la società odierna tende a etichettare qualsiasi cosa e, soprattutto, chiunque, Arduino vuole ribaltare questo principio “partendo dalla comprensione e uguaglianza attraverso ciò che si ha in comune con loro”.

Uno scatto della mostra

E allora, Michela prima di tutto è una cuoca e pasticcera, Luigi uno studente di giurisprudenza impegnato con i migranti, Mimmo e Alberto sono rispettivamente uno stilista e un impiegato che amano la musica rock anni ’70 e ’80.

Verso il 17 maggio

In occasione della Giornata Internazionale contro l’omolesbo-transfobia presso la galleria si terranno dibattiti organizzati da Arcigay Torino, Circolo Maurice e Sunderam Identità Transgender.

“Ritengo sia importante parlare e analizzare quali siano le forme di discriminazione che le persone glbt subiscono. In casi estremi, ma sempre più spesso, vi sono violenze, omicidi e suicidi. Per questo è necessario capire quali siano le dinamiche relazionali e di bullismo che si attuano verso i soggetti colpiti. Le associazioni partner sono le più indicate a raccontarlo, perché fatte dalla comunità stessa che si racconta”, conclude la fotografa.

Il giorno del finissage, il quattro giugno, sarà possibile conoscere alcuni dei protagonisti delle fotografie esposte.

 

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