In Rainbow

Si celebra oggi, 26 aprile, la Giornata della visibilità lesbica. “Enjoy your visibility. Mostra il tuo orgoglio, raccontalo!”  è la campagna social ideata da La Rete Donne di Arcigay. Protagoniste le stesse donne della Rete che si sono fotografate in situazioni di gioco e di complicità per raccontare la gioia che provano nell’essere lesbiche e visibili, ognuna a modo suo.

Vittime di invisibilità

“Il messaggio della campagna – spiega in una nota Natascia Maesi, responsabile politiche di genere di Arcigay – è diretto: è tempo di venire fuori per godersi la propria visibilità, il diritto di essere se stesse. Essere visibili è una scelta di felicità che può essere agita con divertimento e con orgoglio, perché l’omosessualità non è una colpa, non è qualcosa di cui vergognarsi, non è un peso e può non essere più una fonte di dolore o di disagio. Da sempre la soggettività lesbica è vittima di un processo di invisibilizzazione, stigmatizzazione e stereotipizzazione messo in atto – in modo strutturale e sistemico – dalla cultura dominante sessista, patriarcale e maschilista.

Lesbiche inesistenti

“Le lesbiche non esistono nello spazio e nel discorso pubblico/politico e lo dimostra il fatto che, nel linguaggio come nella percezione comune, la parola “lesbica” è ancora considerata un insulto” continua Maesi. “Il maschilismo, insomma, pesa perfino nelle discriminazioni: persino il discorso d’odio ci offre un vasto campionario di parole con le quali appellare gli uomini gay, denigrandoli, mentre se ne usa una soltanto per etichettare le donne che amano le donne, semplicemente come lesbiche. La soggettività lesbica è definita per negazione. La retorica del “maschio mancato” è un chiaro esempio di narrazione che squalifica le donne lesbiche, posizionandole nel gradino più basso della scala sociale”

La visibilità come rivoluzione

La visibilità diventa così uno strumento “la rivoluzione che ri-significa e socializza la soggettività lesbica”. Donne lesbiche in esistenze resistenti, in grado di creare nuovi immaginari e nuove narrazioni che parlano di libertà e liberazione.
La campagna invita a condividere attraverso i social un post che spieghi cosa è, per ciascuna, la visibilità. E’ possibile utilizzare una foto, una frase, una canzone, una citazione o scrivere di nostro pugno il ricordo del nostro coming out o la bellezza e potenza della nostra visibilità in piccoli gesti e situazioni quotidiane, il tutto contrassegnato dall’hashtag #Lezbevisible. La campagna è stata realizzata da Gianni Redi (Chimera Arcobaleno – Arcigay Arezzo) con la preziosa collaborazione di Andrea Foti Delfino e Giovanni Romeo Bova (Arcigay Reggio Calabria I Due Mari e Greta Sartarelli (Movimento Pansessuale Arcigay Siena).

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