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Una sentenza dopo l’altra, nel giro di 24 ore. Per Famiglie Arcobaleno, dopo la primavera dei sindaci stiamo assistendo all’estate delle corti.
E’ di poco fa, infatti, la notizia che il Tribunale di Pistoia ha depositato un decreto in cui ordina ad un Comune di formare un atto di nascita con entrambe le mamme. Ma la novità è che lo fa applicando direttamente la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.

La legge 40 per una coppia di donne, per la prima volta

E’ la prima volta che un giudice riconosce che la legge 40 (e nello specifico gli articoli 8 e 9) è applicabile anche per una coppia formata da persone dello stesso sesso.
Prima della fecondazione eterologa al genitore non biologico viene chiesto di firmare un modulo di consenso informato in cui dichiara di assumersi la responsabilità del bambino o della bambina che nascerà. Finora questo era riconosciuto solo alle coppie eterosessuali perché sono le uniche che possono accedere alla legge 40. Ma perché se una coppia di donne accede all’eterologa legalmente all’estero e poi il bambino nasce in Italia questo principio non si può applicare anche a loro?

Due mamme fin dalla nascita

Nell’ordinanza di Pistoia il giudice afferma, appunto, che la responsabilità genitoriale della madre non biologica nasce quando questa firma il consenso alla procreazione assistita a cui si sottopone la partner. Non si tratta, dunque, di una stepchild adoption (come nel caso della Corte d’Appello di Napoli), ma di un atto di nascita ex novo che vede l’indicazione di entrambe le madri fin da subito.

“Un passo avanti fondamentale”

La coppia di donne è stata seguita dall’avvocata Federica Tempori, del Gruppo Legale dell’Associazione Famiglie Arcobaleno e dall’avvocato Vincenzo Miri di Rete Lenford. Si tratta di una delle cause pilota seguite dal gruppo di lavoro, di cui fa parte anche l’avvocato Michele Giarratano, nato nel Gruppo Legale Famiglie Arcobaleno e coordinato dal prof. Angelo Schillaci.
“Un risultato molto importante – afferma Schillaci – che premia un lavoro di squadra durato mesi. Fin dall’inizio, abbiamo creduto fermamente che fosse possibile sostenere in giudizio la tesi, avanzata in dottrina da Marco Gattuso, in merito all’applicabilità dell’art. 8 in coppia omogenitoriale. Davvero un passo avanti fondamentale per la tutela dei bambini e delle bambine arcobaleno”.
“Una giornata davvero storica – secondo Marilena Grassadonia, Presidente di Famiglie Arcobaleno -: dopo la sentenza della Corte d’appello di Napoli, il decreto del Tribunale di Pistoia conferma senza possibilità di dubbio che l’azione amministrativa di Sindaci e ufficiali di stato civile, da Torino in poi, è pienamente fondata e doverosa”. “Questa sentenza ribalta infatti il diniego opposto dall’ufficiale di stato civile – conclude – e ordina la formazione di un atto di nascita totalmente nuovo, che indica sin dall’inizio l’esistenza di due mamme”.

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