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Ancora omofobia, ancora in Italia. Succede in Siracusa dove una ragazza insultata ha rischiato di finire poi ha rischiato di essere travolta dalla macchina dell’aggressore. A denunciarlo l’associazione Stonewall GLBT, che esprime solidarietà e si stringe attorno ad una propria socia, vittima di un’aggressione tra via Catania e via Malta.

“Pensava fossi gay”

Secondo quanto riferito dalla giovane, mentre passeggiava per via Catania, nei pressi del bar Cavallino Rosso, è stata dapprima sbeffeggiata con risate e parole di scherno, e successivamente da insulti divenuti in breve tempo un vera e propria aggressione verbale da parte di un uomo che si trovava in compagnia della fidanzata.
“Forse il mio aspetto o il mio modo di vestire un po’ mascolino lo ha indotto a pensare che fossi un ragazzo gay – racconta la vittima -. Cercando di mantenere tutta la mia freddezza, gli ho chiesto il motivo di quei terribili e violenti insulti, cercando di farlo ragionare ma l’uomo, che non conoscevo, per tutta risposta continuava ad urlarmi di tutto e poi ad un certo punto si toglieva la giacca preparandosi a picchiarmi. Botte che per fortuna ho evitato grazie all’intervento della fidanzata dell’uomo, che ha provato a distoglierlo dal suo intento invitandolo a lasciar perdere e calmarsi”.

“Ha provato ad investirmi”

“Tutto sembrava finito – continua a raccontare – ma pochi minuti dopo mentre percorrevo a piedi via Malta, ho sentito il rumore di un’auto che accelerava e quasi provava ad investirmi, bloccandosi al centro della strada. Era ancora quell’uomo che prima ha continuato ad insultarmi pesantemente e successivamente scendendo dall’auto, alla mia mancata reazione, si è nuovamente tolto la giacca minacciando stavolta di farmela pagare sul serio. A quel punto è intervenuta nuovamente la fidanzata dello sconosciuto, invitandolo a lasciar perdere”.

“Le parole feriscono più dei pugni”

Tornata a casa la ragazza, in un primo momento, ha espresso la volontà di non voler dare seguito minimizzando l’accaduto ma col passare delle ore e con una più approfondita riflessione si è resa conto che l’episodio non poteva passare sotto silenzio: “Ho denunciato ufficialmente la cosa alla Polizia perché penso che nessuno dovrebbe subire quello che ho subito io, le parole spesso feriscono molto più di schiaffi e pugni”.

Stonewall: “Clima surreale. Denunciare sempre”

L’associazione Stonewall di cui la giovane fa parte, come socia e volontaria, ha predisposto il servizio gratuito di assistenza legale. “Siamo sgomenti e arrabbiati per quanto accaduto alla nostra amica – dichiara Tiziana Biondi, vice-presidente di Stonewall -, tanto più che l’aggressione, per fortuna solo verbale, è avvenuta per futili motivi e con l’aggravante dell’omofobia. Ci è sembrato davvero assurdo e surreale che ancora oggi si possa essere aggrediti solo perché si è cambiati per omosessuali o perché il proprio aspetto non riscontra il gradimento di qualcuno. Stonewall è pronta a sostenere la ragazza in tutte le sue istanze e adesso tramite la nostra avvocata Alessia Lo Tauro stiamo valutando cosa poter fare per dare maggiore forza alla denuncia presentata.

A questo proposito – continua Biondi – chiediamo che se qualcuno avesse visto quanto accaduto alla nostra amica di testimoniarlo a noi in associazione o alle forze dell’ordine, dandoci così la possibilità di riuscire a risalire all’uomo che si è reso protagonista di un tale atto di inciviltà e violenza gratuita, perché venga individuato e punito. Invitiamo inoltre, – conclude – chiunque fosse rimasto vittima di aggressioni omofobe a denunciare sempre quanto accaduto, meglio ancora se supportati dalle associazioni che operano sul nostro territorio”

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