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“Nessun controllo sul mio corpo. L’autodeterminazione delle donne non si tocca”: si chiama così la campagna lanciata sui social network da Arcigay in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. «Sei istantanee per fotografare la violenza più subdola» si legge nel comunicato dell’associazione, «quella che limita l’autodeterminazione e la libertà delle donne sul proprio corpo, sul proprio orientamento sesso-affettivo, sulla propria identità di genere e sulle proprie scelte di vita».

Il corpo delle donne al centro

«La campagna rimette al centro il corpo delle donne: un corpo liberato, non performante e non conforme, che chiede di occupare uno spazio pubblico e politico» dichiara Natascia Maesi, responsabile Politiche di genere e formazione di Arcigay. «I corpi della campagna “Nessun controllo sui mio corpo”» spiega ancora Maesi «sono corpi senza volto perché la violenza sulle donne lesbiche, bisex, trans*, intersex e sulle donne che decidono di portare una gravidanza per altri/altre così come la violenza che colpisce tutte le altre donne, non guarda in faccia nessuna, calpestando i diritti di tutte».

La critica al sistema patriarcale

Una campagna che è, innanzi tutto, critica al sistema patriarcale, che si basa su stereotipi e pregiudizi e che utilizza la cultura dell’odio come strumento di oppressione contro le diversità. E, in primis, contro l’universo femminile. «A questa violenza le donne protagoniste della campagna non si arrendono. In tutte le istantanee il messaggio che emerge è positivo: le donne sono pronte a lottare per difendere il proprio diritto all’autodeterminazione, fermando la mano che viola, la mano che abusa, la mano che interviene senza consenso». Dice ancora Maesi, presentando l’iniziativa.

Le protagoniste

Le protagoniste della campagna Arcigay sono Michela, donna lesbica, Faraa, donna bisessuale, Valeria, donna trans*, Federica, donna intersessuale, Giorgia, donna asessuale, e Jackie, gestante per altri o altre. A ciascuna di loro è associato un claim che le caratterizza. Lo scopo di questa scelta è evidente: «Le protagoniste della compagna “Nessun controllo sui mio corpo” sono donne che prendono parola in prima persona, rifiutando ogni tentativo di sovra-determinazione da parte di altri/altre».

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