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Non si placa la polemica dopo le dichiarazioni di Arcilesbica Nazionale contro la gestazione per altri (GPA). Avevamo parlato delle tante donne, femministe e attiviste che respingono con forza le tesi dell’associazione, ora la battaglia sull’omogenitorialità maschile si sposta in casa.
“I Circoli di ArciLesbica [ArciLesbica Bari “Mediterranea”, ArciLesbica Bologna, ArciLesbica Ferrara, ArciLesbica Napoli “Le Maree”, ArciLesbica Novara “L’isola che c’è”, ArciLesbica Pisa/Livorno, ArciLesbica Roma circolo “Come Voi”, ArciLesbica Treviso Queerquilia, ArciLesbica Udine, Elisabetta Marzi e Patrizia Stefani – Omphalos Perugia, ndr.] -si legge in una nota- hanno sentito doveroso prendere parola per mostrare la pluralità di pensiero che circola su questo tema”.

Ecco il comunicato, firmato da 10 dei 16 circoli dell’associazione:

Circoli di ArciLesbica su GPA, la democrazia è plurale.

Lo scorso 24 maggio è stato licenziato un comunicato stampa firmato dalla nostra presidente nazionale, per questo sentiamo doveroso prendere parola.

Condividiamo l’appello rivolto alle associazioni LGBTQI a non strumentalizzare una questione complessa come la gestazione per altri all’interno delle piattaforme politiche dei Pride e allo stesso tempo sentiamo forte l’esigenza di prendere le distanze da chi pretende di misurare la nostra presenza nel movimento chiedendoci di assumere una posizione netta e schierata su tale tema.

Il comunicato del 24 maggio è arrivato in un momento in cui l’Associazione si prepara ad andare a congresso anticipato a seguito di un confronto interno molto intenso e aspro nei contenuti, anche sul tema della GPA.

Non abbiamo, sulla gestazione per altr*, una posizione unanime e crediamo che il comunicato abbia di fatto oltrepassato le tesi congressuali degli ultimi anni, che chiedevano la modifica della legge 40 per consentire l’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita a single e alle coppie dello stesso sesso e la legalizzazione delle tecniche di gestazione per altr* (GPA) esclusivamente di tipo solidale.

Un tema di tale portata determina una pluralità di pensiero all’interno della nostra associazione ed anzi troveremmo strano il contrario: avere un pensiero unico su una questione tanto complessa. Siamo profondamente convinte che l’approccio non possa che essere quello dell’attenzione e del confronto, nonché del rispetto per le posizioni di tutte.

Riteniamo che sia possibile coniugare il riconoscimento della genitorialità di ciascun* preservando la dignità e la libera scelta delle donne da sfruttamento e forme contrattuali che ne dispongano come oggetto di scambio.

Non nascondiamo le difficoltà comportate dagli interrogativi che inevitabilmente si sollevano al riguardo, ma restiamo aperte al dibattito interno ed esterno alla nostra Associazione.
Ci interroghiamo. È anche questo che ci rende, orgogliosamente, Arcilesbica.

La pluralità di valori nonché la condivisione democratica degli stessi sono e restano infatti elementi imprescindibili della storia di Arcilesbica e dunque della nostra identità: una Associazione Lesbica e Femminista, dove queste due dimensioni convivono e caratterizzano la nostra ricchezza, sia di pensiero che di azione politica.
Il nostro posto è dunque sia nel movimento Lgbtqi che nel movimento femminista, insieme.

Le reazioni scomposte e violente seguite al comunicato stampa del 24 maggio ci fanno dire con forza però che nulla può consentire simili manifestazioni di lesbofobia e bullismo, da qualsiasi parte esse provengano.

Abbiamo ancora molto da dirci, molto da comprendere, molto da costruire per arrivare ad una reale liberazione. La stessa per la quale lottiamo da anni.

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