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Undici persone di orientamento sessuale e identità di genere diverse paracadutate a vivere insieme nella campagna del Sussex. È Genderquake, il nuovo programma dell’emittente inglese Channel 4 e andato in onda per la prima volta ieri sera.

Non una semplice rivisitazione del format del Grande Fratello, come spiega il Guardian, ma un tentativo per far aprire gli occhi agli spettatori sulle vite delle persone trans e non binarie attraverso le loro testimonianze dirette.

Gli inquilini

Brooke, 24 anni e quel cromosoma X in più dovuto alla sindrome di Kinefelter. Nata maschio, ha iniziato a sviluppare caratteristiche femminili – tra cui la crescita del seno – a 13 anni.

Campbell, 22 anni, una donna trans che ha iniziato le terapie ormonali a 16 anni e che da poco ha completato la riassegnazione chirurgica del genere.

Marcus, un uomo gay col make up di Crudelia Demon; Phoenix, che si definisce un “freaky alien child” e si identifica al 70% come donna.

Il cattivo

Come ogni storia e ogni convenzione dei reality show impongono c’è bisogno di un cattivo. È Tom, uomo etero di 21 anni che ha dichiarato “o hai un pene o una vagina, non esiste via di mezzo. O no?”. Tom non ha mai avuto contatti con persone trans o non binarie prima di essere catapultato dentro Genderquake, eppure sembra avere le idee chiarissime sulla questione.

Spoiler alert

A Tom pare sia servita meno di una giornata per sconvolgere le sue idee e rinunciare alla dicotomia “pene-vagina”: “Ho imparato più nelle ultime sei o sette ore di quanto abbia imparato in vita mia. È fuori di testa!”.

“È diventato tutto così di moda, ormai. Non è niente più che una moda”, ha affermato invece un avventore di un pub a Saffron dopo che quest’ultima gli aveva pazientemente spiegato la sua esperienza con la disforia di genere.

Discussioni a cuore aperto sulle cure ormonali, sulla chirurgia, sul sesso e su ciò che rende le donne donne. Ma anche bullismo, bigottismo e la paura di rimanere soli. Probabilmente esistono altri modi per esplorare la non binarietà, ma GenderQuake resta un esperimento molto interessante.

(foto: The Guardian)

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