In Rainbow

“La famiglia è sotto attacco” recitano spesso gli slogan degli integralisti, odiatori di professione, secondo cui la famiglia è solo una: quella formata da un padre e una madre che concepiscono naturalmente e “in grazia di Dio” bambini che hanno il loro corredo genetico, perché “due padri non fanno una madre”.
Oggi però questo terribile slogan lo faccio mio e lo contestualizzo, perché davvero oggi la famiglia è sotto attacco. O meglio, le famiglie omogenitoriali sono sotto attacco.

I cartelloni di ProVita e le parole del governo

I volgari cartelloni di “Pro vita” e “Generazione famiglia” sono solo l’ultimo di una serie di attacchi violentissimi contro le persone lgbt (e le famiglie omogenitoriali in particolare) che sembrano non arrestarsi, ma anzi alzare di livello in una sorta di vera e propria escalation di odio.
Negli ultimi mesi, con il nuovo governo al potere, è uno stillicidio continuo e non mi sorprende dunque come ogni pretesto sia buono per gettare fango sulle famiglie con due mamme e (soprattutto, diciamolo, perché è evidente) con due papà.

Il “caso Bosé”

In questi giorni ad esempio molto scalpore ha fatto la notizia riportata dalla stampa secondo cui Miguel Bosé si è separato dal compagno Nacho Palau.
Sul fatto che (ovviamente!) le coppie gay (anche con figli) si separino come qualunque altra coppia ho già detto in un post di un anno fa e dunque non mi dilungherò.
La vicenda di Bosé però va riportata per capire il terribile clima di pregiudizio e odio nei confronti delle coppie omogenitoriali.
In un primo momento molti media avevano addirittura riportato come i due si fossero accordati affinché ciascuno dei due tenesse con sé due figli (la coppia ne ha 4) vivendo Bosé con due figli in Messico e Palau con due figli in Spagna.

Gli haters sempre pronti

E dunque ecco che subito si sono scatenati gli haters sui social, contro “i gay senza cuore che fanno figli per capriccio, ricorrendo alla GPA, e poi si separano e si dividono i figli come fossero degli oggetti”.
Peccato che sono bastate poche ore per scoprire che in realtà non vi sia stato alcun accordo di “spartizione” dei figli, e anzi Palau ha annunciato alla stampa ufficialmente che intraprenderà tutte le azioni legali necessarie per la difesa e la tutela dei suoi interessi e, soprattutto, quella dei loro figli minori”.

La famiglia sotto attacco

La famiglia (omogenitoriale) – come dicevo all’inizio – è sotto attacco.
E sono sotto attacco le persone lgbt, i migranti, e in generale tutte le minoranze.
Sono sotto attacco i diritti civili e i diritti sociali, e in certi momenti mi pare che di questi tempi sia sotto attacco la stessa umanità.
Forse è davvero arrivato il momento (prima che sia troppo tardi) di scendere in strada e contrattaccare.
Senza armi, certo, ma con la forza della Ragione.

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