In Politica&diritti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo scritto di Yuri Guaiana, Senior Campaigns Manager di All Out, a proposito del Congresso delle Famiglie di Verona.

Verona: l’iniziale incredulità

Quando ho scoperto che il Congresso mondiale delle famiglie si sarebbe tenuto a Verona, non ci potevo credere: uno dei più potenti gruppi contro l’autonomia riproduttiva delle donne e i diritti delle persone LGBT+ si è dato appuntamento in Italia.

Definito “gruppo d’odio” dalle maggiori associazioni che lavorano per i diritti umani, il Congresso mondiale delle famiglie si batte contro il divorzio, la contraccezione, l’aborto e i diritti delle famiglie arcobaleno e delle persone LGBT+ in tutto il mondo.

Svelare chi sono i relatori

Ho immediatamente iniziato a lavorare con i colleghi di All Out su una campagna per mostrare ciò che alcuni dei relatori sostengono in realtà. Date un’occhiata ad alcuni dei relatori che parteciperanno alla conferenza:

  • Una dottoressa italiana che ha detto che la penetrazione anale “è un gesto di arbitrio, è un gesto di violenza, è un gesto di sottomissione, al punto tale che è un gesto che viene sempre fatto nelle iniziazioni sataniche”.
  • Un leader della Chiesa Ortodossa russa che ha comparato l’omosessualità a una “peste contagiosa”.
  • Il presidente di un’associazione che ha affisso dei poster in Italia con scritto: “l’Aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”.

“Non possiamo lasciare che ciò accada”

Si può facilmente immaginare quanto sia stato scioccato dalla notizia che il Ministero della Famiglia e della Disabilità, la Regione Veneto e la Provincia di Verona avevano concesso il loro patrocinio a questo evento e che il Comune di Verona compariva tra gli sponsor di quest’evento. “Non possiamo lasciare che ciò accada”, ho pensato.

Io sono per la libertà d’espressione di tutte e tutti, ma quando un evento sfida in maniera così sfacciata i principi fondamentali di uguaglianza e di non-discriminazione della nostra Costituzione e di convenzioni internazionali, quali la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che l’Italia ha sottoscritto ed è tenuta a rispettare, le Istituzioni italiane non possono dare il loro patrocinio. Quelle Istituzioni rappresentano tutti i cittadini italiani, non solo una parte.

La mobilitazione in tutta Europa

Insieme a 24 associazioni italiane ed europee abbiamo così lanciato una campagna per chiedere alle Istituzioni italiane di non sostenere questo evento e di ritirare tutti i patrocini al Congresso mondiale delle famiglie.

Se faremo sentire la nostra voce in migliaia potremo mostrare che il messaggio del Congresso mondiale delle famiglie non è affatto maggioritario e potremo proclamare orgogliosamente al mondo che cos’è famiglia lo decide l’amore e non l’interpretazione della bibbia di un gruppo ultra-minoritario.

Oltre 100 mila firme in 10 giorni

In meno di 10 giorni, oltre 100.000 persone hanno sottoscritto la nostra petizione e sono riuscite ad attrarre l’attenzione del Governo e del Paese. Tra la richiesta di un’istruttoria, un’annuncio di ritiro del patrocinio poi smentito e accuse reciproche tra ministri, è evidente che il Governo sia in grave imbarazzo.

Intanto però, sul sito del Congresso mondiale delle famiglie il sigillo della Presidenza del Consiglio continua a campeggiare. In questa situazione è fondamentale aumentare la pressione sul Governo, ma anche su Regione Veneto e la Provincia di Verona, affinché tutti i patrocini vengano effettivamente ritirati.

La famiglia che esclude

Ma non basta. Il Congresso mondiale delle famiglie promuove l’idea che solo l’unione di un uomo e una donna in un patto di matrimonio che dura tutta la vita e i loro figli costituiscano famiglia: un concetto che esclude ogni famiglia non composta da madre, padre e figli biologici e che può essere usato come base di leggi volte a negare diritti a chiunque si trovi al di fuori di questa visione rigidamente patriarcale ed eteronormativa della società.
Vogliamo allora rendere il nostro messaggio d’amore inclusivo più forte del loro e dire in un modo che non potrà essere ignorato che è l’amore che fa una famiglia e che tutte le famiglie contano! Preparatevi a qualcosa di spettacolare. 😉

(di Yuri Guaiana – Senior Campaigns Manager di All Out)

La campagna di All Out è condotta in collaborazione con Agedo, ANPI | Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Arci, Arcigay, Associazione Lesbica Femminista Italiana: ALFI Nazionale, Associazione Luca Coscioni‎, Associazione Radicale Certi Diritti, Chiesa Pastafariana Italiana, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Coordinamento Torino Pride, Differenza Donna, Edge, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali, GayNET, I sentinelli di Milano, IPPFEN, Link Coordinamento universitario, MIT – Movimento Identità Trans, Radio Siani, Rebel Network, Rete della Conoscenza, Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI, Uaar, Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale e Unione degli Studenti. 

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