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È vero, Booking.com ha rimosso la struttura calabrese il cui proprietario ha rifiutato una coppia di clienti perché “non accettiamo gay e animali”. Ma quanto è alto il rischio che altri hotel, B&B, case vacanze presenti sulla popolarissima piattaforma adottino le stesse restrizioni discriminatorie? Per questo Arcigay Napoli, che per prima ha denunciato il caso, insieme ad All Out ha lanciato una petizione per chiedere a Booking di mandare un segnale chiaro e inequivocabile contro l’omofobia.

Il testo della petizione

“Nelle loro condizioni di servizio – si legge nel testo della petizione – è scritto a chiare lettere che gli alloggi ospitati sulla loro piattaforma non possono discriminare. Se ci facciamo sentire in tanti, possiamo far sì che a Booking.com facciano qualcosa e mandino un chiaro messaggio contro l’omofobia nelle strutture da loro ospitate”.

Va bene la policy, va bene aver chiuso l’inserzione della casa vacanze calabrese, ma prendere una posizione chiara e netta contro l’omofobia, in modo che nessuno, inserzionisti o utenti, possa avere dubbi su da che parte sta l’azienda, sarebbe una mossa inequivocabile. La petizione si può firmare qui.

La Confcommercio di Vibo chiede scusa

Intanto, con una nota firmata dal presidente Michele Catania, la Confcommercio di Vibo Valentia prende le distanze dalla casa vacanze di Ricadi. “Ci sentiamo di rivolgere le nostre scuse alla coppia di ospiti – si legge nel comunicato stampa -, precisando che la posizione del “troglodita che non ha fittato la depandanza” non è rappresentativa di un territorio e di un popolo calabrese”.

“Molte sono le criticità ed i limiti di questa nostra terra – riconosce Catania -, ma molte di più sono le virtù e le eccellenze, tra queste certamente c’è una NATURALE ATTITUDINE ALL’ACCOGLIENZA E ALLA SOLIDARIETA’, senza alcun tipo di discriminazione”.

“Un difetto di formazione professionale”

“Quanto è accaduto, ovviamente è dovuto ad un difetto di formazione professionale ed all’inesperienza del titolare, ma non a cattiveria gratuita o a qualsivoglia disparità di trattamento – conclude -. Pertanto, chiedo ancora scusa, in qualità di Presidente territoriale di Confcommercio, ma anche come vibonese e sono pronto sin d’ora a dimostrare che nelle nostre strutture ricettive l’unica differenza che notiamo è che… sono le migliori della Calabria!!!”.

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