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Cacciate dall’autista Uber perché lesbiche. È successo a Kristin Michele e alla sua ragazza Jenn Mangan a Camden, New Jersey. Ecco il racconto delle ragazze.

IL RACCONTO

Tramite i suoi canali social Kristin ha raccontato di essere salita in auto con la compagna e che, una volta partite, avrebbe dato un bacio sulla guancia alla donna. A questo punto l’autista, una donna, ha accostato è ha intimato alle due donne di scendere dall’auto: «Non voglio queste cose nella mia macchina». Le ragazze hanno anche registrato un video.

IL VIDEO

Nel video, registrato col telefonino di Kristin, il dialogo è chiaro. Kristin Michele chiede se il motivo della cacciata fosse il fatto di essere gay e la risposta ferma dell’autista è «Sì. Scendete». Vane le repliche delle donne che hanno obiettato che, essendo una corsa Uber la stavano pagando per ricevere un servizio. L’autista, identificata come Cynthia, prima di tentennare di abbattere il telefono, ha risposto: «Questa è la mia macchina personale… posso rifiutare chi mi pare. Chiamo la polizia».

I POST SU FACEBOOK

La storia è stata raccontata da Kristin Michele stessa sui social e in un successivo post ha confermato di aver segnalato l’accaduto a Uber e si è scusata per il linguaggio usato durante il diverbio con l’autista.

«SONO CRISTIANA»

La credenza religiosa sarebbe stata la scusa dell’autista Uber prima che venisse acceso il telefonino per riprendere: «Sono cristiana e non credo a queste cose». Incredula Kristen Michele che ha replicato su suoi social che «È ridicolo che alcune persone siano ancora così… Ero infuriata che qualcuno potesse essere così perfido e pensare così in merito alla sua fede. Credo che Dio ami tutti, indipendentemente dal chi sono e da chi amano. Se veramente hai fede allora sai che l’amore è amore».

LA RISPOSTA DI UBER

Un porta voce di Uber ha rilasciato alla rivista britannica PinkNews una dichiarazione dove ricorda che l’azienda non tollera nessun tipo di discriminazione e che si sono messi in contatto con l’autista. A Cynthia è stato rimosso l’accesso alla app non appena informati dell’incidente.
La policy di non discriminazione di Uber dice: «Uber e i suoi affiliati proibiscono la discriminazione basata su razza, religione, nazionalità. disabilità, orientamento sessuale, genere, stato civile, identificazione di genere, età o altre caratteristiche protette dalla legge. Queste discriminazione includono, ma non si limitano, a tutti quello che si rifiutano di dare o accettare i servizi basandosi su queste caratteristiche. Gli account in violazione saranno sospesi».

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