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La comunità arcobaleno di Bassano del Grappa non ha potuto celebrare la Giornata mondiale contro l’omofobia recandosi sul luogo-simbolo della città, il Ponte Vecchio. Le associazioni locali, Lgbt e non, hanno organizzato un corteo il 14 maggio scorso, a piazza Trento, ma si sono viste negate l’accesso al monumento. «Abbiamo incontrato il dirigente della questura più volte» dichiara Giuseppe Sartori, presidente del Circolo Tondelli che ha promosso l’iniziativa, «ma lui ha consigliato di non accedere al ponte, per problemi di ordine pubblico legati alla nostra iniziativa». Iniziativa, per altro, del tutto pacifica che consiste nel portare una giant rainbow flag sul ponte per decorarlo con l’arcobaleno. Evento già svolto in passato, senza creare mai alcun problema.

All’approssimarsi dell’evento di sabato scorso, inoltre, si è saputo che Forza Nuova avrebbe svolto una contromanifestazione negli stessi luoghi del corteo e la notte prima, l’ossario di Bassano, altro luogo simbolo, è stato imbrattato da ignoti – i sospetti ricadono sulla galassia antagonista – dove sono apparse scritte a difesa “dei compagni”. Per di più, dopo il danno anche la beffa: il mattino, sul luogo della discordia, è pure apparso uno banner gigante in difesa della famiglia naturale.

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Il manifesto del corteo

«Il giorno del nostro corteo» continua Sartori «la città era blindata dalle forze di polizia. Abbiamo marciato con tranquillità per il centro, sebbene scortati. Ad ogni via o piazza del percorso chi ha partecipato chiedeva, con una sola voce, “Bassano permettimi!”». Lo slogan è stato sempre anticipato da un’introduzione legata a temi di discriminazione contro le persone Lgbt. Giunti nella piazza Montevecchio, nei pressi del monumento, le persone accorse si sono fermate e prese per mano per formare una catena umana. Lì hanno intonato la canzone popolare del ponte, che recita “là ci darem la mano ed un bacin d’amore”. «Questo a sottolineare» dice ancora il presidente del Circolo Tondelli «la nostra esclusione dal ponte e la speranza, come comunità LGBT, di potervi tornate presto».

Sulla stampa, intanto, continuano le polemiche per gli atti vandalici occorsi da parte dei due fronti antagonisti (antifascisti da un lato, FN e skinsheads dall’altro). Rimane l’amaro della gay community locale: «Volevamo solo celebrare la Giornata internazionale contro l’omofobia e dare il benvenuto alle unioni civili», conclude Sartori. Per quest’anno è andata così. Ci auguriamo che già dalla prossima volta Bassano sarà accogliente in ogni sua parte a chi vuole celebrare la fine delle discriminazioni per tutti e tutte, a cominciare dalla componente rainbow del nostro paese.

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