In Politica&diritti

Il video che sta girando in queste ore su quanto successo al convegno tenuto dal senatore Pillon, della Lega, ci dice molto dell’idea di Italia e delle donne che vuole il partito guidato da Salvini. E soprattutto, ci dice tutto della sua componente catto-integralista, della sua violenza e della sua disonestà intellettuale riguardo alle questioni di cui si fa portavoce. Per chi non lo sapesse, ieri nella sala consiliare del I Municipio a Roma si è tenuto il convegno “Famiglia e natalità” organizzato dalla Lega. Dove è successa una cosa parecchio preoccupante.

La dinamica dell’aggressione

Un momento dell’aggressione contro la donna a destra

Presenti a quel convegno, infatti, c’erano anche le realtà associative per i diritti delle donne, tra cui Non una di meno, che hanno protestato in direzione dell’esponente leghista che teneva banco. La protesta è stata si vivace – le donne recitavano slogan, ad alta voce – ma sempre molto pacifica e rispettosa. Uno dei convenuti, ad un certo punto, si è alzato di scatto e ha strattonato una donna che teneva uno striscione in mano. Quest’individuo prima le ha strappato lo striscione, spingendola poi con fare aggressivo. L’uomo, trattenuto da altre persone, non ha smesso di mostrarsi minaccioso.

Le parole di Pillon e l’insulto alle attiviste

«Le femministe hanno tradito la loro missione, perché le donne non le capiscono più». Queste le parole di Pillon che hanno infiammato la sala, portando le donne a protestare. Le attiviste hanno scandito “vergogna” in direzione del tavolo dei lavori, quindi il senatore ha invitato le persone che protestavano a uscire fuori, perché a sentir lui non capivano come funziona la democrazia. A quel punto si è consumata l’aggressione. Mentre l’uomo che ha spinto l’attivista veniva trattenuto da alcuni presenti, da parte di un altro si è levato levato un insulto verso le attiviste: «Zoccole!». E ancora, che quando si è chiesto a Pillon di stigmatizzare la violenza, lui ha usato frasi generiche dicendo di non aver visto nulla e augurandosi che nessuno si fosse fatto male. Mettendo sullo stesso piano aggressore e vittima.

Uno scenario apocalittico e falso

Il senatore Pillon

Come faccia Pillon a sapere cosa rappresenti o meno il sentire comune delle donne è mistero, a meno di non avere la presunzione di credere che la vulgata ultracattolica e fondamentalista – quella che vuole la donna a casa e sottomessa al marito – sia patrimonio ideologico condiviso dalle donne italiane. E basta avere conoscenza della quotidianità per sapere che non è così. Lo stesso Pillon, secondo quanto si vede in un altro video sempre su quel convegno, ha poi offerto un immaginario catastrofico per cui ci sarebbero orde di donne che comprano sperma sul web e altrettanti uomini che affittano uteri. Lo scopo di questa idea di società, definita mainstream? Lo sgretolamento sociale e la fine della famiglia. Le conseguenze? L’alcolismo e i suicidi di massa. Anzi, come mosche…

Un panorama di violenze contro le donne…

Scenario, questo, che forse popola le bacheche di qualche famosa associazione lesbica e l’immaginario di meno famose scrittrici (e sedicenti) femministe, ma che cozza con la vita reale. E a proposito di distopie: tale scena me ne ha fatto ricordare un’altra, vista nel telefilm The handmaid’s tale, in cui un’esponente ultraconservatrice e fondamentalista religiosa, durante una contestazione, ricordava alle donne lì presenti che non avevano altra scelta di accettare il loro destino biologico: ovvero, essere madri e mogli. Contenitori al servizio della patria, con lo scopo di sfornare figli.

…ma stiamo parlando della Lega

Per il pensiero fondamentalista religioso, la donna è questo: una madre in potenza, che non può e non deve fare altro in vita sua. E non per scelta, ma per missione. E insomma, donne ridotte a pancioni senza libertà di decidere, violenza agita contro il desiderio di ribellione e di autodeterminazione, insulti sessisti. Ok, stiamo parlando di un convegno della Lega, partito che ritraeva Laura Boldrini come bambola gonfiabile. Ma se ciò ci aiuta a comprenderne i limiti, non ci aiuta a ritenerlo accettabile. Anzi.

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