In Rainbow

E anche la fine di quest’anno è arrivata. E, come da rituale, porteremo con noi una serie di cose che dovranno far parte del nostro presente (e quindi del futuro) e, al contrario, saremo pronti e pronte a buttar via dalle finestre della nostra vita tutta una serie di episodi, di eventi e di cose che non ci rappresentano più o che non hanno mai fatto parte di noi. Noi della redazione di Gaypost.it abbiamo fatto la nostra personale lista, con cinque cose a cui non rinunceremmo per nulla al mondo e altre cinque, invece, che lasceremmo volentieri alle cose da dimenticare.

Le cinque cose da portare con noi

1. I pride, per cominciare. Perché sono bellissimi. Perché comunità e movimento si ritrovano, non solo in una piazza comune, ma in un’idea di società: quella che prevede più diritti per tutti e tutte. E un mondo più giusto è un mondo più bello, convenite?

2. I riconoscimenti dei bambini e delle bambine arcobaleno. E anche il riconoscimento delle loro famiglie. Perché è famiglia il luogo in cui gli affetti si realizzano e in cui chiunque viene accolto con gioia, senso di responsabilità e amore. A prescindere da come si viene al mondo.

3. La gente che corona il proprio sogno d’amore. Non importa come. Non importa se ci si sposa all’estero, se si sigla un’unione civile o si decide di andare a convivere. L’importante è realizzare un progetto di vita insieme, senza il giudizio degli altri. Certo, sarebbe preferibile poter scegliere davvero e aver anche il matrimonio, ma la lotta è ancora lunga, giusto?

due papà4. I buoni esempi. E ce ne sono tanti: come l’incontro tra migranti e persone Lgbt, ad esempio, che si tengono per mano e fanno pezzi di strada insieme (abbiamo già parlato dei pride, in merito). Come chi si ribella alla cattiveria e al razzismo imperante. Da Riace al porto di Catania, che ha dato solidarietà alle persone migranti trattenute ingiustamente.

5. I passi in avanti fatti, come abbiamo già detto altrove. Sempre troppo pochi, rispetto a quelli che restano ancora da fare. Ma un passo alla volta, si arriva lontano.

Le cinque cose da buttare via

1. Il decreto Pillon e il ministro Fontana. Che, se vogliamo, sono solo un paio di esempi di tutto l’egoismo e di tutto ciò che non va nell’Italia di oggi. Ma prendersela con le donne, con i bambini e con le famiglie arcobaleno è qualcosa che nemmeno il peggiore dei cattivi di una fiaba riuscirebbe a fare. Loro due, invece, sì. E, purtroppo, sono reali.

2. Le navi lasciate alla deriva. Perché non è bello sapere che, anche adesso, ci sono migliaia di persone che lasciano le loro case – forse anche perché la casa non ce l’hanno più, tra guerre e distruzioni – e che non hanno nessun porto che li accolga. In certe culture si direbbe che “non è cristiano”. Per noi è semplicemente disumano.

3. I femminicidi e la violenza sulle donne. Al primo dicembre, il numero delle donne uccise da mariti e compagni, ex o meno, era di una ogni settantadue ore. E la cronaca, purtroppo, ha aggiornato il dato, negli ultimi giorni. A tutto questo è ora di dire basta. Basta, basta, basta!

4. I selfie di Salvini e i tweet di Giorgia Meloni. Che tra cibi improponibili, pane e nutella, cous cous, presepi e gatti tenuti in ostaggio e tutto il tempo passato sui social, si ha la sgradevole sensazione che questi due tutto facciano, fuorché fare quello per cui sono pagati: politica. Seria, possibilmente.

5. Il fuoco amico. Perché se non ve ne foste già accorti, tra i punti 1, 2, 3 e 4 c’è già tanto da lavorare. Eviteremmo il supporto, più o meno diretto, da parte di ex presidenti di associazioni nazionali e di realtà lesbiche che parlano come un Fontana qualsiasi sulle famiglie arcobaleno (e non solo). Anche se il prezzo da pagare è di tornare nell’invisibilità. Sempre meglio che essere ricordati tra i cattivi della storia.

 

E tanti auguri da tutti e tutte noi!

E voi cosa salvereste di questo 2018 che sta finendo e cosa lascereste volentieri andar via? Nell’attesa che quest’anno volga al termine, non ci resta che augurare a tutti e tutte voi un’allegra serata per festeggiare, un buon inizio e un felice 2019!

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