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Hanno esposto una madonna con bambino, circondata da un’aureola arcobaleno, durante un pride. È bastato questo per far scattare le indagini e l’incriminazione di tre attiviste Lgbt+ in Polonia. A denunciarlo è Ilga Europe. Adesso le tre attiviste «rischiano in Polonia fino a due anni di carcere. Il fatto risale al 2019 ma il processo dovrebbe iniziare oggi e alla sbarra andranno Elżbieta, Anna e Joann». Questi i nomi delle ragazze accusate di vilipendio alla religione.

La denuncia da parte delle associazioni per i diritti umani

L’indagine è cominciata a maggio di due anni fa, l’incriminazione è avvenuta nel luglio 2020. «Il processo avrebbe dovuto iniziare a novembre» si apprende dai media «ma è stato rinviato a mercoledì 13 gennaio». Le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Ilga-Europe e Amnesty International, «si sono riunite per chiedere alle autorità polacche di abbandonare il accuse e consentire alle tre donne di esercitare il loro diritto all’“attivismo pacifico” e alla “libertà di espressione”». Dovrebbe rientrare, infatti, nella facoltà di esprimersi liberamente il poter ritrarre personaggi religiosi con le effigie arcobaleno.

La situazione in Polonia, contro le persone Lgbt+

Le ragazze sono accusate «di “aver offeso le convinzioni religiose”, ai sensi dell’articolo 196 del codice penale polacco». La pena prevista per questo reato è una multa, insieme alla «reclusione per un massimo di due anni». L’incriminazione delle tre attiviste segue ad una serie di restrizioni a danno della comunità Lgbt+ in Polonia. L’alleanza tra chiesa, movimenti di estrema destra e il partito al potere ha portato alle “zone libere” dai gay, nelle province orientali, e alla richiesta di leggi contro i pride stessi.

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