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Si concluderà giovedì 16 settembre la rassegna cinematografica KinEstFest, che porta a Catania il cinema dell’est europeo. Rassegna promossa dall’associazione Dolina Miru e organizzata dal circolo Città futura e dalle attiviste Chiara Platania e Santina Arena. E proprio giovedì 16 settembre, nell’attesa della proclamazione della pellicola vincitrice del festival, si potrà assistere dalle 21:00 alla proiezione de La stanza di vetro, film a tematica lesbica ispirato al romanzo di Simon Mawer. «Le vicende di Liesel e Hana» apprendiamo dal comunicato stampa dell’evento «si intrecciano con la costruzione di una casa modernista – Villa Tugendhat costruita a Brno da Mies Van der Rohe nel 1928, oggi museo – e con la sua storia, dall’occupazione nazista alla primavera di Praga».

Lo sguardo plurale del KinEstFest

Non è il primo titolo in chiave Lgbt+ La stanza di vetro. Già con Poppy field, si è portato lo sguardo dell’est europeo che si volge alle questioni relative alla comunità arcobaleno e che fanno del KinEstFest una proposta culturale assolutamente innovativa, nel suo genere, perché coniuga uno sguardo multiculturale a una tematica che viene spesso affrontata secondo una lettura prevalentemente occidentalista. E sta qui il merito di una rassegna che vuole leggere la realtà non solo da un’unica angolazione.

La stanza di vetro, tra amore lesbico e critica al patriarcato

La locandina dell’evento

Frutto della sapiente regia è di di Julius Sevcik, La stanza di vetro è un film ceco che vede come protagoniste Hanna Alström e Carice von Houten. Quest’ultima nota al grande pubblico per aver interpretato il personaggio di Melisandre ne Il trono di spade. La pellicola rapisce per la fotografia sorprendente e accattivante, «che cattura i vasti spazi rettangolari della casa, inondati da una luce generosa e raggiante, che culmina nella caratteristica parete di onice rosa, risplendente d’oro quando il sole la colpisce». Luce che non è solo scelta registica, ma anche metafora dei profondi sentimenti raccontati nel film. Tra «fasti mondani dell’alta società e persino tra gli orrori dell’oppressione, la storia d’amore tra due donne che non si lasciano sconfiggere dalla crudeltà del patriarcato».

Una scelta di attivismo politico e culturale

«Abbiamo scelto La stanza di vetro a conclusione del KinEstFest per varie ragioni» dichiarano le due organizzatrici del festival, Arena e Platania. «La più importante, in un momento in cui il cuore dell’Europa è terreno di discriminazioni e violenze fasciste, razziste ed omolesbobitransfobiche, è la voglia di dare una risposta politica netta». Una manifestazione di attivismo politico, insomma. Una scelta di campo netta. «Abbiamo scelto questo film perché tocca trasversalmente tutti questi temi e attraversa la storia dell’Europa del ‘900». Per le due attiviste, «è un film molto coinvolgente e ben costruito, come la Villa attorno a cui ruotano le vicende, le cui trasparenze sono state volute come pratica architettonica di rifiuto degli infingimenti e delle ipocrisie della società borghese».

La stanza di vetro, uno dei film più avvincenti della stagione

Sono molto legate alla location – Villa Tugendhat, come si diceva in apertura – in cui è ambientata la storia, Arena e Platania. Villa che, dichiarano ancora, «abbiamo visitato recentemente per cogliere al meglio il senso di quest’opera». Rimarcando la qualità della fotografia e del cast, che «ne fanno uno dei film più avvincenti dell’ultima stagione». L’evento si terrà, dunque, giovedì 16 settembre nella centralissima Arena Argentina, a pochi passi dalla Villa Bellini. Il film, che comincerà alle 21:00, sarà preceduto dalla premiazione dell’opera vincitrice.

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