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In Kenya la popolazione intersex verrà riconosciuta ufficialmente e per la prima volta. Durante il censimento che si sta svolgendo nel paese si avrà contezza della percentuale di persone intersex del paese. E qualcuno la considera una grande vittoria per i diritti.

INTERSEX: QUALCHE DATO

Secondo le Nazioni Unite l’1,7% dei bambini nasce con caratteristiche che non rientrano nella definizione binaria di maschio e femmina. È un numero simile a quello delle persone con i capelli rossi. Secondo la Reuters, i dati rilasciati lunedì scorso hanno dimostrato che 1524 keniani, lo 0,003% della popolazione, è intersex.
Secondo gli attivisti questo è tuttavia un dato per difetto: lo stigma è molto diffuso e anche l’inconsapevolezza. Molte persone semplicemente non sanno di essere intersex: secondo gli esperti il numero plausibile di persone intersex in Kenya sarebbe di circa 700mila.

UN PASSO IN AVANTI

È chiaro che ci sia molto da fare nel paese africano, ma secondo Isaac Mwaura, ministro per le Persone con disabilità, l’inclusione delle persone intersex nel censimento è un gran passo in avanti. All’agenzia Reuters ha detto: «Ovviamente i numeri non sono quelli che ci aspettavamo, ma confermano che ogni paese ha persone che si identificano come intersex. Non importa se queste siano una o un milione. Per me è una vittoria perché significa che vengono riconosciuti e i loro diritti devono essere salvaguardati».

LO SPETTRO DELLA CHIRURGIA NEONATALE

In tutto il mondo, Italia compresa, è quasi prassi correggere i caratteri genitali dei neonati intersex tramite complicate e irreversibili operazioni chirurgiche. Tali operazioni, innecessarie, vengono compiute per adeguare le caratteristiche sessuali dei bambini allo schema binario maschio e femmina, ma non tengono conto dei danni psicologici e fisici che potranno comportare quando i bambini diventeranno adulti.

La posizione ufficiale delle Nazioni Unite è che le persone dovrebbero essere libere di decidere per se stesse se sottoporsi a queste procedure una volta raggiunta l’età necessaria per avere un consenso informato. Per questo una maggior consapevolezza nelle persone è cruciale per la difesa dei diritti delle persone intersex. La questione sta particolarmente a cuore a Mwaura che già lo scorso anno aveva introdotto in parlamento una legge che permette alle persone intersex di cambiare il proprio sesso sulla carta di identità e di specificare di essere intersex nel certificato di nascita.

James Karanja, direttore della Intersex Society del Kenya, ha detto: «Dobbiamo ricordarci che questa è la prima volta in Kenya che si parla della questione intersex, ci vorrà tempo e tanto lavoro. Ma intanto abbiamo aperto un dibattito».
Ed è comunque molto di più di quanto abbiamo in Italia.

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