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Israele: il governo dice “no” all’equiparazione delle coppie gay e quelle etero per le adozioni

Il governo israeliano non cambia la sua linea sulle adozioni per le coppie gay. Rispondendo all’Alta Corte di Giustizia su una petizione che chiede di permettere alle coppie formate da persone dello stesso sesso di accedere alla stessa procedura riservata alle coppie etero, i ministri della Giustizia e degli Affari Sociali si sono espressi in modo contrario.

La petizione all’Alta Corte di Giustizia

Secondo quanto riportano i quotidiani israeliani Haaretz e Times of Israel, questa settimana inizieranno le audizioni sulla petizione presentata all’Alta Corte.
“L’opinione professionale dei Child Welfare Services supporta l’intenzione di preservate la situazione attuale” scrivono i ministri aggiungendo che questo “tiene in considerazione la realtà della società israeliana e della difficoltà che potrebbe implicare per il bambino adottato”.

Come funziona adesso

Secondo quanto spiega Haaretz, le coppie dello stesso sesso possono accedere alle adozioni, ma sono trattate in maniera sfavorevole rispetto alle coppie etero sposate. Di fatto, alle coppie omosessuali è permesso adottare i bambini per cui non si trovano coppie eterosessuali disposte ad adottarli o quelli che arrivano da famiglie a rischio. I tempi d’attesa sono generalmente più lunghi e una volta che l’adozione va in porto, agli occhi dello stato non si tratta di una coppia, ma di due individui distinti che diventano i genitori del bambino o della bambina.

La petizione presentata all’Alta Corte chiede di superare queste differenze e di considerare le coppie gay al pari di quelle etero. A presentarla, l’Associazione dei padri gay e il Centro Religioso Israeliano del movimento di Riforma.

La risposta del governo

Nel documento inviato dal governo si legge che il Child Welfare Service crede che essere adottati da un solo genitore o da una coppia omosessuale comporti “un ulteriore carico” per un bambino che si sente già diverso dai suoi pari.
“Si tratta di una questione sensibile e controversa” dice ancora il governo, aggiungendo che dovrebbe essere il Knesset (il parlamento, ndr) a decidere e non la Corte. Inoltre, si ricorda che gli altri stati hanno legiferato sulle adozioni solo dopo averlo fatto sul matrimonio egualitario. In realtà, non tutti gli stati hanno seguito questo iter.

Le reazioni

La posizione del governo ha provocato diverse reazioni, a partire da quella di Michal Rozni del Merets e capo della gruppo LGBT del Knesset, da Yael German di Yesh Atid, Merav Michaeli della Zionist Union e Merav Ben Ari del Kulanu. Tutti loro hanno diffuso una nota in cui definiscono la decisione del governo “omofoba” denunciando da parte del governo un uso cinico della comunità omosessuale.
“È una decisione folle e discriminatoria, accompagnata da un’omofobia inedita – si legge nella nota diffusa dai parlamentari -. Il governo d’Israele sta di nuovo abbandonando la comunità gay e questo evidenzia un uso cinico della comunità: in inglese si vantano [di essere un paese gay-friendly], ma in ebraico negano i diritti base”.

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