Fontana presidente della Camera, Famiglie Arcobaleno: “In Europa gli omofobi uccidono”

Con 222 voti, la Camera dei Deputati ha appena eletto Lorenzo Fontana nuovo presidente. Leghista, Fontana è noto per essere stato Ministro della Famiglia nel governo Conte 1. In quel ruolo, svelò le sue posizioni contrarie ai diritti delle persone lgbt e delle donne. “Le famiglie arcobaleno non esistono” è una delle sue frasi più celebri da ministro. E’ stato tra i promotori del Congresso della Famiglia di Verona, promosso dalle associazioni più conservatrici e retrive di tutto il Mondo. Il congresso si svolse a Verona dove venne convocata un’imponente manifestazione delle organizzazioni femministe ed lgbt di tutta Italia.
Dure le prime reazioni all’elezione di Fontana.

Famiglie arcobaleno: “Fontana, un messaggio contro le nostre famiglie”

fontana presidente della camera
Lo striscione esposto in aula durante il voto


“In Europa gli omofobi uccidono, Meloni ne sceglie uno come Presidente della Camera” scrive l’associazione Famiglie Arcobaleno in una nota.
“Dopo l’attentato di Oslo della scorsa estate, due giorni fa a Bratislava sono stati uccisi altri due ragazzi. La loro colpa? Essere seduti fuori da un locale gay. L’autore dell’omicidio sarebbe Juraj Krajcik, 19enne neofascista figlio di un membro del partito di estrema destra Vlast – prosegue la nota -. E con il sangue di due innocenti ancora sull’asfalto, il partito di Giorgia Meloni sceglie come presidente della Camera Lorenzo Fontana, politico omofobo da sempre dichiaratamente ostile alla comunità LGBTQI+ e in particolare alle famiglie arcobaleno”.


“Se Giorgia Meloni pensa a un nuovo confino per le famiglie arcobaleno lo dichiari subito – aggiunge la presidente, Alessia Crocini -. L’elezione a presidente della Camera di un personaggio che ha fatto dell’odio per le persone LGBT la sua cifra stilistica, è un messaggio chiaro contro le nostre famiglie. Meloni si vanta di essere una “madre cristiana” eppure ha iniziato una vera persecuzione culturale contro bambini, bambine e le loro famiglie”. “Da tempo chiedo a Giorgia Meloni un incontro e un confronto – conclude Crocini -, ma evidentemente una cosa è urlare dai palchi contro la “lobby LGBT” e un’altra guardare negli occhi una donna e madre come lei e dirle: tuo figlio non doveva nascere e non merita gli stessi diritti di mia figlia.”

L’appello

Infine un appello “a tutte le forze democratiche del Paese”. “Quando l’omofobia siede tra le più alte cariche dello Stato e diffonde un clima di odio – si legge -, il rischio di un’escalation è altissimo. Ora più che mai è necessario approvare una legge sul riconoscimento dei figli delle coppie dello stesso sesso, mettendo al sicuro migliaia di minori che rischiano di finire nel mirino dell’odio, dell’intolleranza e della violenza”.

Grassadonia: “Pagina buia nella lotta per i diritti”

Per Marilena Grassadonia, responsabile Diritti e Libertà di Sinistra Italiana, l’elezione di Fontana è “una pagina buia nella lotta per i diritti e l’uguaglianza di questo Paese”. “Durante la campagna elettorale, la destra ha tentato di nascondere sotto il tappeto la polvere della sua vera natura – spiega Grassadonia -. L’elezione di Fontana, la sodidsfazione espressa da Meloni e Salvini, tolgono ogni dubbio residuo, a chi ancora lo avesse. Faremo un’opposizione dura e intransigente. Difenderemo i diritti conquistati in questi decenni con tutte le nostre forze”.

Cirinnà: “Destre omofobe: il re è nudo”

A votazioni ancora aperte, quando era chiaro che il centro destra sarebbe stato compatto sul nome di Fontana, la responsabile del Dipartimento Diritti del Pd, Monica Cirinnà, aveva twittato: “Con la candidatura di Fontana a Presidente della Camera le destre unite svelano la loro vera faccia: omofoba, misogina, sessista e filoputiniana. Il re è nudo”.
Ed era stato proprio mentre i deputati votavano, che l’onorevole Alessandro Zan (Pd) ed altre sue colleghe avevano esposto uno striscione contro l’elezione di un “presidente omofobo”.
“Lo scivolamento verso Orban inizia affidando il Parlamento a due figure divisive e reazionarie – ha scritto il relatore della legge contro l’omolesbobitransfobia sui social -. L’ossessione della destra contro i diritti emerge già nei primi due giorni di legislatura”.

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