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Boschi convoca le associazioni lgbt all’Osservatorio sulla Famiglia

Dopo l’esclusione dalla Conferenza sulla Famiglia, lo scorso settembre, oggi la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi ha convocato Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo perché partecipassero all’Osservatorio Nazionale sulla famiglia. Non ancora un’inclusione vera e propria, ma un primo passo che vedrà le tre realtà presenti come uditrici.

“Un risultato di rilievo”

Lo rendono noto le associazioni con un comunicato stampa appena diffuso. “Riteniamo la convocazione di oggi un risultato di rilievo – dichiarano i rappresentati delle tre associazioni -. Un primo passo che speriamo possa portarci al riconoscimento istituzionale delle nostre realtà familiari come parte integrante della società”. Un’occasione, si legge ancora nel comunicato stampa, per ribadire “come i temi affrontati dall’Osservatorio siano questioni che riguardano in egual misura tutte le famiglie”.

L’auspicio di Boschi

Una convocazione formale, quella di oggi, supportata dalle dichiarazioni rese dalla sottosegretaria Boschi durante l’incontro. Boschi ha infatti sottolineato l’importanza della presenza di Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo auspicando che il prossimo governo prosegua su questa strada.

“Parte integrante dell’Osservatorio”

I rappresentanti delle tre associazioni hanno ricordato come il mancato riconoscimento giuridico e “il persistente pregiudizio culturale nei nostri confronti non fanno altro che aggravare i singoli problemi che dobbiamo affrontare”. Anche per questa ragione, hanno sottolineato la volontà di essere presenti ai lavori dell’Osservatorio “con atteggiamento costruttivo al fine di rappresentare la specificità delle nostre differenti realtà familiari”.

“Diventi una realtà inclusiva”

La convocazione di oggi arriva dopo mesi di lavoro congiunto della associazioni con la dottoressa Siniscalchi, a capo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Ma, avvertono gli attivisti, “resteremo comunque vigili affinché nell’ambito della prossima legislatura l’Osservatorio possa rivelarsi finalmente una realtà inclusiva di tutte le famiglie”.

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