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Bologna: il Tribunale per i minori segna un altro passo avanti per i diritti dei bimbi arcobaleno

Una famiglia arcobaleno ha ricevuto una sentenza che segna un nuovo passo avanti nella battaglia per i diritti dei bambini con due mamme o due papà.
Il presidente del Tribunale per i minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, ha infatti firmato due provvedimenti che riguardano la stessa coppia di mamme e che stabilisce che i loro figli, oltre ad essere figli di entrambe, sono anche fratelli tra loro. E’ la prima volta che succede in Italia, come spiega anche il sito Articolo 29il sito Articolo 29.

Bologna: due mamme, tre fratellini

Veniamo ai fatti. La famiglia in questione è composta da due mamme e tre figli, la primogenita e due gemellini. Le due donne, unite civilmente, hanno partorito rispettivamente la prima figlia e i due gemelli. Per la legge italiana attuale, ognuna era mamma dei figli partoriti e non degli altri. Le due donne si rivolgono al tribunale perché venga riconosciuta la genitorialità di entrambe su tutti e tre i figli tramite una stepchild adoption incrociata. In sostanza, ognuna delle due ha chiesto di adottare la figlia o i figli partoriti dall’altra.
Fin qui niente di straordinario: non è la prima volta che un tribunale concede un’adozione coparentale incrociata.
In tutti i casi precedenti, però, i bambini non risultavano tra loro fratelli e sorelle.
“Il presidente Spadaro ha scritto una sentenza fondamentale per le famiglie omogenitoriali” commenta l’avvocato Michele Giarratano del team legale dell’associazione Famiglie Arcobaleno che insieme al collega Marcello Marani ha seguito la coppia.

La prima volta in Italia

“Non era mai successo prima nel nostro paese che dei bimbi nati da due mamme diverse, ma nella stessa famiglia – prosegue Giarratano – venissero riconosciuti fratelli, anche se loro sentono di esserlo e vivono come tali”.
“Per quanto possa sembrare paradossale ai non addetti ai lavori – precisa l’avvocato – l’adozione in casi particolari (cioè la stepchild adoption) non prevede che l’adottato diventi legalmente fratello o sorella di eventuali altri figli di chi adotta. E’ un principio antico che serviva a tutelare il nucleo familiare originario in cui l’adottato si inseriva”.

Giudice lungimirante

“Questo, naturalmente, non ha senso in una famiglia omogenitoriale in cui l’adozione in casi particolari, in questo momento, è l’unico modo per riconoscere la genitorialità di entrambe le mamme o i papà e non c’è un “nucleo originario” da tutelare”.
“Il presidente Spadaro ha avuto la lungimiranza di comprendere questa particolarità e di trarre l’unica conclusione possibile – conclude Giarratano – ovvero che i tre bimbi sono fratelli tra loro anche se partoriti da mamme diverse”.

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