In Rainbow

E concludo così questo piccolo diario di viaggio, fatto qui a New York in occasione del World Pride del 30 giugno scorso. Un viaggio in quattro puntate, in cui ho provato a regalare le mie suggestioni, rispetto a questa città così grande, a volte difficile – sì, anche se sei turista, soprattutto quando tutte le tue carte di credito decidono di abbandonarti sul più bello – e dalle grandi contraddizioni. Non ho parlato qui delle sensazioni che il pride mi ha lasciato addosso, sia perché l’ho fatto altrove, sia perché come Gaypost.it abbiamo deciso di far parlare direttamente le immagini. Concludo, quindi, con un pezzo di “servizio”, che magari potrà esservi utile se volete recarvi nella Grande Mela.

La metro di New York, un piccolo grande trabocchetto

La metro a New York

Lo diceva il “lonely boy” in Gossip Girl: le metro a New York ti fanno impazzire. Adesso, per te che vivi a Roma e conosci la metro A, nuovo strumento di tortura di Saw l’enigmista, pensi: “non hai visto la vita vera, bello”. Purtroppo bisogna dar ragione al protagonista della serie. Se prendi la L, ad esempio, i disservizi non saranno poi così dissimili rispetto alle linee romane. E trovare le stazioni, a volte, è ardua impresa: non è raro, infatti, beccarle all’interno di un centro commerciale, o ben nascoste in mezzo alla strada, tra bar e incroci. Poi, ovviamente, è tutta questione di abitudine. Ma all’inizio può essere davvero dura. Un lato positivo, comunque, c’è: la gentilezza del personale di servizio. Se hai un problema, saranno ben lieti di darti una mano. Anche fisicamente, intendo. Ci è capitato, infatti, di esser presi per mano e accompagnati laddove dovevamo andare.

Cucina da tutto il mondo (ma attenti ai prezzi)

Un piatto alla Boucherie

Per quanto riguarda il cibo, non avete che l’imbarazzo della scelta. New York è un concentrato di cucine, provenienti da tutto il mondo, così come da tutto il mondo sono venuti coloro che hanno portato nuove mode alimentari o i loro usi e costumi tra i fornelli. Con un’unica accortezza: attenti ai prezzi. Chinatown a parte (e assaggiatela l’anatra alla pechinese, in uno dei locali del quartiere) on è raro, infatti, dover pagare cifre abbastanza alte per del semplice pollo fritto. Così come capita, paradossalmente, di trovare prezzi accettabili in posti anche molto eleganti, come la Boucherie proprio accanto allo Stonewall Inn, dove puoi assaggiare dei piatti a base di pesce o un ottimo boeuf bourguignon. In zona Williamsburg, uno dei quartieri della “movida” newyorkese, i ristoranti non mancano di certo: se amate i sapori esotici vi consiglio il Sea Thai, dal quale poi potrete recarvi sull’East River per vedere la città di notte. Uno spettacolo meraviglioso, soprattutto la sera del Pride, con i grattacieli colorati con l’arcobaleno.

E per chi ama lo shopping…

Il Rockfeller Center

E poi c’è lo shopping. Impossibile fare una lista di posti in cui andare, visto che la città è un’intera vetrina in cui è possibile comprare praticamente di tutto: da magneti per frigorifero, a pochissimo, fino a collane di diamanti dal prezzo di 500.000 dollari. La 5 Avenue è un luogo, se amate fare spese pazze, che fa per voi. Da Central Park a scendere verso sud, sarà un tripudio di marche, famose o locali, in cui poter fare i vostri acquisti. Se però volete fare qualcosa di diverso, potete decidere di arrivare in metro fino ai ferry boat e prendere un battello per Staten Island, il borough più orientale della città. Farete una piacevole gita sul mare, passerete di fronte alla Statua della Libertà e godrete del panorama dei grattacieli, in lontananza. Arrivati sull’isola – oltre 400.000 abitanti – c’è un grande centro commerciale, a prezzi anche molto interessanti.

New York, una città molto sui generis

Insomma, New York è un po’ quello che si vede nei film e nelle serie tv. Grattacieli enormi, musei mozzafiato – imperdibile il Guggenheim Museum, insieme al Metropolitan Museum of Art e al Museo di Storia Naturale, per suggerirne solo tre – gente che corre un po’ ovunque, chioschetti con junk food in ogni angolo della strada, prezzi improponibili per un caffè – meglio l’americano, lasciate perdere gli espressi – e, sarà per il World Pride, sarà perché è così che vanno le cose in questo angolo di America – coppie gay o lesbiche mano nella mano, un po’ ovunque. “New York è un’altra cosa rispetto agli States”, ti dicono le persone del posto e anche molte altre che conoscono gli USA. Quando hai lo sguardo del turista, non hai elementi per capire quanto sia vera quest’affermazione. Non puoi far altro che crederci. Mentre ti perdi nel centro di Manhattan, magari, con naso all’insù perché quei palazzi che si guadagnano il cielo il loro effetto lo fanno. Eccome.

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