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Ieri sera alle 20 il nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni ha giurato fedeltà alla Costituzione. Tra le pochissime, a dire il vero, novità (duole constatare la mancanza, ancora una volta, di un ministero alle Pari Opportunità) c’è la nomina di Valeria Fedeli alla guida del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al posto di Stefania Giannini. Una notizia bene accolta dalla gay community italiana che conosce bene le posizioni di Fedeli sulle questioni a lei care e sulla parità di genere.

Impossibile, ad esempio, dimenticare il discorso pronunciato nell’aula del Senato lo scorso 4 febbraio mentre si discuteva il ddl Cirinnà in un clima da barricate ideologiche caratterizzato da un linguaggio violento e omofobo. In quell’occasione, Valeria Fedeli (che allora era vicepresidente del Senato) difese accoratamente la legge in tutte le sue parti, incluse le stepchild adoption, e si commosse leggendo un appello di Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno. Ecco il video (l’articolo prosegue dopo la clip):

Il ruolo che Valeria Fedeli ricopre da ieri sera è di cruciale importanza. Nelle scuole, infatti, si gioca una delle partite più importanti dal punto di vista culturale: quella che riguarda il contrasto al bullismo omofobico e la battaglia per un’educazione di genere che rispetti l’identità e l’orientamento di tutte e tutti. Una battaglia che spesso è resa più aspra dalle posizioni di coloro che agitano il fantasma della cosiddetta “ideologia gender” per impedire che qualsiasi progetto possa essere condotto a beneficio dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze di tutte le scuole. “La nomina di Valeria Fedeli al Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca – commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay – lascia ben sperare che si affronti in modo serio il contrasto al bullismo e alla violenza di genere nelle scuole con una azione sistemica di prevenzione contro ogni forma di omofobia e discriminazione”.

Tra le altre cose, Valeria Fedeli è firmataria di un progetto di legge per l’introduzione dell’educazione di genere nelle scuole, per contrastare la violenza contro le donne, gli stereotipi e le discriminazioni verso le persone di ogni orientamento sessuale e identità di genere. Il testo prevede “l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione alla violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle relative tematiche”. Contro quell’iniziativa si scagliarono le organizzazioni fondamentaliste cattoliche che si riconsocono nel Family Day che, anche in queste ore, contestano la nomina di Valeria Fedeli al Miur definita come un “oltraggio al popolo” di quella manifestazione. Un esempio per tutti, il tweet di ieri sera di Filippo Savarese, portavoce di Manif Pour Tous. “Valeria Fedeli sarà il Ministro dell’Istruzione Gender – scrive Savarese -. @ManifPourTousIt chiama alla mobilitazione generale sotto al #Miur quanto prima”.
Alla neo ministra, invece, vanno i nostri auguri di buon lavoro.

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