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“Per noi la famiglia è quella con un padre e una madre” comincia così la litania di Francesco Persiani, neo sindaco di Massa, che in una intervista a La Voce Apuana spiega la sua posizione sui diritti civili, in particolare le unioni tra persone dello stesso sesso. “È chiaro che il centro destra porta avanti anche i valori del Popolo della Famiglia, partito che ha sostenuto la nostra coalizione […] Per quanto riguarda la celebrazione di unioni civili presumo che potrei valutare anche quello dell’obiezione di coscienza“. A due anni dall’approvazione della legge, quando oramai ogni polemica sulle celebrazioni sembrava storia e anche il più ottuso sindaco sembrava aver deposto le armi, il primo cittadino di Massa torna all’ipotesi -per altro non praticabile- di rifiutare la celebrazione delle unioni civili.

Solo pochi giorni fa lo stesso Persiani aveva condannato con forza un episodio di omofobia con scritte ingiuriose fuori da una libreria del centro storico. Due posizioni, quelle espresse nel giro di così poco tempo, che appaiono in contraddizione. “Nel 2018 – aveva scritto su Facebook– certi gesti non possono essere tollerati, e nemmeno si può additare tale comportamento solamente come frutto di ignoranza”. E ha aggiunto: “Compito mio e della futura giunta è e sarà quello di ricreare una comunità cittadina che abbia come collante il rispetto reciproco tra tutti i cittadini, tutelando e sottolineando i diritti civili enunciati dalla legislazione vigente“.  E quali sarebbero, sindaco Persiani, i diritti civili che aveva in mente di tutelare? Le unioni civili non rientrano tra questi? Cosa è accaduto in questi pochi giorni da farle cambiare idea sull’argomento?

Contattato da Gaypost, l’ufficio stampa ha confermato che il primo cittadino ha effettivamente rilasciato un’intervista a La Voce Apuana senza tuttavia confermare né smentire le dichiarazioni riportate.

Le associazioni

In risposta alle dichiarazioni del sindaco di Massa, è intervenuta l’associazione lgbt “Audre Lorde” Massa-Carrara che in una nota dichiara “Se durante la campagna elettorale l’Avvocato Persini non ha voluto rispondere alle nostre domande su diritti civili e violenza di genere lasciandoci con il sospetto, parlare ora di obiezione di coscienza mette a nudo la strada che si vuole perseguire come Amministrazione”. Infine rilancia: “Prima le dichiarazione sui rifugiati, ora le unioni civili. […] Il Sindaco -prosegue il comunicato- dovrebbe proteggere e difendere tutte le cittadine e tutti i cittadini, non creare ambienti inospitali per le minoranze o le fasce più deboli della Società”.

A proposito: È possibile l’obiezione di coscienza per le unioni civili? Tutto ciò che devi sapere

Articolo aggiornato il 12 luglio 2018 alle ore 09:11

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