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Torino: Appedino firma e registra i figli delle coppie dello stesso sesso

Detto, fatto. Solo venerdì scorso il Comune di Torino aveva annunciato la decisione di registrare i figli delle coppie dello stesso sesso annotando entrambi i genitori. Oggi le firme a Palazzo di Città. Dopo il caso dei due papà a cui era stata negata la trascrizione dell’atto di nascita dei loro due gemelli nati in Canada e quello della mancata iscrizione all’anagrafe del figlio della consigliera Foglietta e della compagna, la sindaca Appendino ha cambiato rotta.

Oggi le firme

Pochi minuti fa, le firme ufficiali. Sono tre le coppie che hanno potuto registrare i propri figli all’anagrafe di Torino. Insieme a Chiara Foglietta, alla sua compagna Micaela Ghisleni e ai due papà, anche un’altra coppia di donne la cui storia è simile a quella dell’altra coppia di mamme. In tutti e tre i casi, i bambini risultano ufficialmente figli delle loro due mamme o dei loro due papà.
A ufficializzare tutto, la sindaca Chiara Appendino, insieme alle funzionarie dell’anagrafe. Con le tre coppie di genitori, anche il coordinatore del Torino Pride, Alessandro Battaglia.

“Decisione convinta della sindaca”

“Sono felicissimo per quello che è appena successo – ha commentato a Gaypost.it -. Il lavoro fatto qui parte da lontano ed è frutto di un grande lavoro fatto in molti anni”. “La sindaca si è presa un onere importantissimo – continua Battaglia – ed ha superato le preoccupazioni dell’inizio. Ha convintamente deciso di fare tutto quello che era in condizione di fare”. “Dopo una settimana passata a discutere – spiega ancora il coordinatore del Torino Pride – abbiamo portato a casa un risultato che si è rivelato più semplice di quanto potesse apparire: tutte le preoccupazioni dell’inizio sono svanite e la sindaca è assolutamente convinta di quello che ha fatto. Da parte nostra non abbiamo dovuto fare forzature, ma siamo stati al suo fianco perché sentisse il supporto e la vicinanza della comunità”.

“Gli altri sindaci seguano l’esempio”

“Ora – conclude – l’augurio è che tanti sindaci seguano l’esempio di Chiara Appendino. In questo modo si potrebbe avere più facilmente una svolta anche legislativa, perché da quello che vediamo non ci aspettano tempi facili”.

“Un tassello verso il riconoscimento”

Soddisfatta per la decisione della sindaca di Torino, l’associazione Famiglie Arcobaleno.
“L’intenzione di Appendino, che arriva dopo la denuncia pubblica della consigliera Chiara Foglietta e di Micaela Ghisleni – scrive in una nota la presidente Marilena Grassadonia -, mamme di Niccolò Pietro e socie di Famiglie Arcobaleno, inserirebbe un altro importante tassello verso il pieno riconoscimento delle nostre famiglie”.

“È però importante sottolineare come la dichiarazione della sindaca arriva mentre continuano le battaglie che molte famiglie omogenitoriali – continua Grassadonia -, spesso soci e socie della nostra associazione, sono ancora costrette a fare sia nei tribunali e che alle anagrafi di molti Comuni d’Italia”.

“Bimbi di serie B”

“Ricordiamo – aggiunge – anche che ci sono ancora centinaia di bambini e bambine di serie B, privi del pieno riconoscimento dei loro genitori. È importante che adesso altri Comuni si allineino alla scelta della sindaca Appendino e che, a livello nazionale, vengano abbattute le ultime norme discriminatorie nei nostri confronti, a partire dal pieno riconoscimento dei diritti per i nostri figli e le nostre figlie, insieme ad una riforma delle legge sulle adozioni e alla possibilità di accesso alle tecniche di Pma per le coppie omosessuali e i single”.

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