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Ha 37 anni Pete Buttigieg, sindaco apertamente gay di South Bend, Indiana, veterano della guerra in Afghanistan (tenente della marina a stelle e strisce). Membro della chiesa episcopale, ha sposato Chasten Glezman a giugno del 2018. Potrebbe essere lui l’ala progressista dei Dem a sfidare Donald Trump per l’elezioni del 2020. Dopo aver vinto le primarie, naturalmente. Una sfida che potrebbe portare con sé attacchi violenti e veleni dall’area repubblicana.

“Sono un uomo gay dell’indiana, so come affrontare un bullo” ha dichiarato durante un’intervista alla CNN. “Major Pete”, così battezzato dai suoi elettori, ha inoltre aggiunto che farà comunque “uno sforzo” per ignorare The Donald: “Perché il problemi che dobbiamo affrontare adesso cresceranno con lui o senza di lui”.

Una campagna elettorale che parli alle persone e non ai candidati è l’ideale di Buttigie: “Se siamo arrivati qui è stato perché i candidati non facevano altro che parlare di loro stessi o lei non ha fatto altro che parlare di lui. E molta gente a casa si chiedeva; ok ma chi parla di me?”

Primarie tra competitors non avversari

Non chiamate gli altri candidati alle primarie dem avversari però, sottolinea il maggiore Pete: “Quando vedi degli avversari tra le tue file cerchi delle debolezze. Quando invece vedi dei competitors, pensi che ciascuno possa portare qualcosa all’interno del dibattito”.

Sgomberato il campo da avversari e nemici, Pete scherza sulla sfida delle primarie: “Sono l’unico mancino, Maltese-Americano, episcopalista, millennial, sindaco gay in gara. Gareggio in una corsia tutta mia”

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