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Sembrava chiusa, la vicenda del liceo XXV Aprile di Pontedera coinvolto in polemiche per via delle “giornate alternative” organizzate all’inizio del mese. Invece ora la questione è finita al ministero e sul tavolo del dirigente dell’ufficio scolastico regionale. E non per opera dello stesso “Comitato famiglia, scuola ed educazione” di Pisa che aveva sollevato la polemica contro gli incontri con Arcigay fatti a scuola.

Un esposto al Ministero

A tornare sulla questione è l’Osservatorio per le politiche sulla famiglia, un’organizzazione di Cascina. Ancora una volta, un’organizzazione di un altra città. L’Osservatorio ha fatto sapere tramite i media locali di avere mandato un esposto al Ministero e al dirigente regionale denunciando presunte irregolarità nella gestione delle giornate alternative i cui temi non sarebbero stati approvati dal collegio dei docenti. Le stesse critiche mosse dal Comitato, in sostanza, compresa la mancanza di contraddittorio e la scelta, a dire dell’Osservatorio, di “un’associazione che intende rappresentare solo una parte ben determinata della società”. Il riferimento è al laboratorio sul linguaggio rispettoso delle persone lgbt condotto dagli attivisti di Arcigay Pisa.

“Temi sensibili”

“I temi svolti, di natura ‘sensibile’ ed attinenti a precise scelte educative delle famiglie – si legge nell’esposto secondo quanto riporta Pisa Today – non risulta siano stati fatti oggetto di un consenso informato adeguato completo. Non ci risulta che a trattare di temi scientifici siano stati infettivologi o comunque, persone con adeguata preparazione. Stupisce poi che sui temi della sessualità si sia dato il monopolio ad un’associazione che intende rappresentare solo una parte ben determinata della società e stupisce ancor di più che, in contrasto con la buona prassi educativa, su materie così sensibili sia stato evitato ogni pur minimo contraddittorio”.

La presidente del Cdi: “Tutto in regola”

“Siamo stupiti da tanto accanimento – ha dichiarato a Gaypost.it Francesca Pinori, presidente del Consiglio d’istituto del XXV Aprile e mamma di uno studente -. Ma siamo anche tranquillissimi perché tutto è stato fatto secondo le regole e a testimoniarlo ci sono i verbali”.
Le Giornate alternative, infatti, sono regolarmente previste dall’offerta formativa triennale della scuola “quindi – spiega Pinori – non vanno approvate dal Collegio dei docenti”. Ma l’accusa è che i temi scelti e il modo di affrontarli non siano stati discussi dai docenti.

Una commissione ha valutato tutto

“Anche questo è falso – continua Pinori -. Una riunione del collegio dei docenti c’è stata. In quell’occasione gli insegnanti hanno deciso di trasformare la settimana solo in alcune giornate. Poi hanno nominato una commissione di delegati che seguisse e aiutasse i ragazzi nell’organizzazione di tutto, temi inclusi. Il ruolo del Collegio finisce lì”. La commissione ha lavorato a stretto contatto con i ragazzi che si sono prima confrontati tra loro, tramite i rappresentanti di classe, e poi deciso di affrontare il tema delle diversità sia in senso di orientamento sessuale ed identità di genere, che di etnia che di disabilità. “Quando il lavoro della commissione insieme ai ragazzi è terminato – spiega ancora Pinori – tutto è passato al Consiglio d’Istituto ed è stato approvato. Non c’era altro che bisognasse fare”. Falsa pure l’accusa di non essersi avvalsi di personale specializzato. “Tra i laboratori previsti – aggiunge Pinori -, ce n’era uno sulle malattie sessualmente trasmissibili condotto dalla mamma di uno studente che lavora al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Cisanello. Un modo per stimolare i ragazzi ad una maggiore conoscenza e prevenzione”:

L’esposto nel giorno dell’arrivo di Giorgia Meloni in città

Ma tutto questo era già stato spiegato al comitato pisano che aveva avanzato critiche nei giorni scorsi. Quindi perché ora l’Osservatorio di Cascina torna su questa storia? “La cosa si è fatta più chiara oggi” fa notare Pinori che non sembra propensa a credere che si tratti di una coincidenza.
Perché oggi è attesa a Pontedera Giorgia Meloni, di passaggio in città per la sua campagna elettorale. La stessa Meloni che nelle ultime settimane ha più volte dichiarato, ad esempio, che proporrà di inserire in Costituzione il divieto di adozione per le coppie gay e lesbiche. E la stessa ad avere inserito nel programma elettorale del suo partito, caso unico tra i principali partiti e formazioni, il “no al gender nelle scuole”. Qualsiasi cosa significhi.

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