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Da settimane il portavoce dei Sentinelli di Milano, Luca Paladini, è vittima di minacce e insulti violenti sui social network. “Frocio pederasta”, “untore”, “ti facciamo saltare qualche dente”, perfino presunti appuntamenti in punti precisi della città quasi a richiamare ad una sorta di “resa dei conti”.

Una campagna

In risposta a questa campagna di odio e violenza, alimentata per lo più da profili falsi e utenti anonimi, i Sentinelli lanciano la proposta di una campagna contro il bullismo, sia in rete che fuori da internet.
La violenza contro Paladini si è acuita quando, durante la campagna elettorale, la pagina Facebook dei Sentinelli pubblicò un fotomontaggio in cui Laura Boldrini appariva decapitata. A seguito della segnalazione, l’autore del post fu identificato e la polizia lo rintracciò, andando a casa sua.
Da allora è stato un crescendo contro Paladini, individuato come responsabile del gruppo lgbt e antifascista milanese e, quindi, delle segnalazioni conto gli hater dell’ex presidente della Camera.

“Non è una questione privata

Ma come spiega la stessa organizzazione “non è una questione privata”. “Vogliamo arrivare a una legge che punisca severamente i diffusori di odio omofobi e sessisti – scrivono i Sentinelli – perché questo Paese conta già numeri drammatici di ragazzi e ragazze che vinti dalle minacce, paure e derisioni, si sono tolti la vita”. I Sentinelli, in particolare, chiedono a Facebook di rivedere i suoi algoritmi e alla politica di farsi carico del problema”.
In un post pubblicato questa mattina Luca Caputa Curcio, che si è unito civilmente a Paladini lo scorso anno, spiega come questa costante pressione degli hater abbia cambiato la loro vita, ma di non avere alcuna intenzione di arrendersi.

“Non è il momento di cedere”

Forti del sostegno delle famiglie e degli amici, la coppia è determinata ad andare avanti. “Pensi che sostenere il tuo compagno automaticamente sostiene te stesso – scrive Caputa – e tutti quei ragazzi/e che invece tutte le tue fortune non le hanno. Perché ci sono ancora oggi ragazzi/e che si ammazzano perché non riescono a gestire tutto questo. E pensi che non puoi lasciare nulla al caso, che non è il momento di cedere e invece di metterci la faccia. Perché non è più una questione privata. E perché non ci deve essere più spazio, né qui, né nella vita reale, per omotransfobia, razzismo, sessismo e bullismo. Perché alla fine non vincerete voi”.

I messaggi di solidarietà

A Paladini stanno giungendo molti messaggi e anche proposte concrete. Laura Boldrini, su Twitter, ha fatto sapere di avere depositato un disegno di legge contro l’omofobia, mentre l’assessore milanese Pierfrancesco Majorino ha dichiarato di voler lanciare una campagna. Nicola Fratoianni, deputato di LeU, ha twittato esprimendo solidarietà e sostenendo la necessità di una legge contro l’odio omotransfobico. Anche il presidente dell’Anpi provinciale di Milano ha mandato un messaggio di solidarietà e sostegno: “Saremo tutti noi al tuo fianco”, ha scritto Roberto Cenati. Centinaia i messaggi di utenti del social network.
A Luca Paladini la solidarietà e la vicinanza di tutta Gaypost.it

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