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L’attivismo femminile ha un nuovo punto di riferimento: è stata ufficializzata, oggi, la creazione di Alfi – Associazione di lesbiche e femministe italiane. La nuova realtà nasce dalla crisi di Arcilesbica, che ha perso molti dei suoi circoli dopo il congresso di dicembre scorso che ha di fatto spaccato l’associazione anche per le sue posizioni contro la Gpa, le donne trans e l’omogenitorialità maschile.

Un’associazione dal respiro nazionale

A farne parte, per il momento, sono Le Maree Napoli, Omphalos Perugia, Lesbiche XX Bergamo e Lesbiche Unite del Nord-Est. «Un progetto che ha preso vita lo scorso dicembre 2017» si legge nel comunicato di presentazione «e si è concretizzato grazie ad un percorso condiviso delle realtà sopra elencate con la costituzione di un’Associazione Nazionale, in grado di presentare le proprie istanze alle Istituzioni e all’interno del movimento LGBTI e del mondo femminista in maniera coordinata, e perciò più efficace». La presidente è Chiara PiccoliAngela Cattaneo, invece, assume l’incarico della vicepresidenza.

Un progetto inclusivo

La missione politica della nuova realtà si «identifica nell’obiettivo condiviso – all’insegna della cooperazione fra le attiviste e dell’interlocuzione con i movimenti LGBTI e femministi – di lotta alla discriminazione e al raggiungimento del benessere psico-fisico delle donne lesbiche, bisessuali, transgender e intersex». Un progetto inclusivo, insomma, che archivia le politiche escludenti dell’ex casa madre. Un progetto che prevede, inoltre, «interventi di formazione, sostegno, supporto e di visibilità in tutto il territorio nazionale, nonché a garantire alle stesse pari diritti e opportunità in ogni ambito e ad ogni livello della propria esistenza».

 

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