In Politica&diritti

Ora che il Presidente Mattarella ha dato ufficialmente l’incarico di formare il nuovo governo a Giuseppe Conte è ora di parlare di programmi e persone. Sul suo nome e sull’alleanza tra Pd e M5S per la formazione del nuovo governo, in questi giorni si sono consumati durissimi scontri a colpi di tweet, indiscrezioni, messaggi fatti circolare ad hoc da guastatori dall’una e dall’altra parte. Alla fine, però, pare che la quadra si sia trovata.
Ora la partita si gioca sui nomi della squadra che affiancherà Conte. Di “toto ministri” si parla già da diversi giorni e tra i nomi che circolano nelle ultime ore c’è quello di Monica Cirinnà per il ministero alle Pari Opportunità. A riportarlo sono, sia ieri che oggi, diversi quotidiani nazionali: dal Fatto Quotidiano, al Manifesto, dal Corriere della Sera a Repubblica e il Messaggero.

LGBT+ e non solo

Un nome su cui potrebbe convergere il consenso di quella parte della società per cui sono prioritari i temi della parità di genere e dei diritti civili.
Inutile ricordare che a suo vantaggio gioca la battaglia sulle unioni civili e la popolarità che questo le ha fatto guadagnare tra associazioni, attivisti e comunità lgbt. Ma non solo. La sua presenza nelle piazze contro il DDL Pillon non è passata inosservata. Dalla manifestazione di Verona contro il Congresso delle Famiglie, a quella di Non Una di Meno dello scorso 8 marzo, fino ai tanti presidi organizzati contro il contestatissimo disegno di legge nei mesi scorsi.
E se è vero, come ha ripetuto anche subito dopo la seconda tornata di consultazioni, che il segretario del PD Nicola Zingaretti punta ad un governo di “svolta e discontinuità” il nome di Monica Cirinnà potrebbe rispondere a questi requisiti.

La parità di genere nel governo

Nel suo discorso subito dopo il conferimento dell’incarico, questa mattina, Conte ha parlato chiaramente di “un governo all’insegna della novità”. E nell’elencare i principi del suo nuovo mandato ha parlato di “un paese che rimuova le disuguaglianze, sociali, territoriali e di genere”. Parole che fanno presagire che le Pari Opportunità potrebbero tornare ad essere una delega ministeriale vera e propria. Poi ha aggiunto che lavorerà all’insegna “dell’uguaglianza nelle sue varie declinazioni, formale, ma anche sostanziale”, oltre che di “principio di laicità e nel contempo di libertà religiosa”.
Una ministra che rispose a Fontana e al suo “le famiglie Arcobaleno non esistono” con la maglietta di Famiglie Arcobaleno sarebbe di certo un segno di discontinuità.

Sui social

Da quando le testate generaliste hanno diffuso il suo nome, sul web sono cominciati a circolare messaggi di supporto e sostegno. Del resto chi ha frequentato le feste del Pd degli ultimi anni ha visto le platee riempirsi per i suoi dibattiti e svuotarsi per quelli di altri, pur importanti, esponenti del partito. Un segno della popolarità di cui gode presso la base e, soprattutto, tra i più giovani.

“Non c’è svolta senza donne” scrive su Twitter Marilena Grassadonia, firmataria dell’appello delle donne a Mattarella. Monica Cirinnà e Rossella Muroni, due donne su cui puntare ad occhi chiusi per competenza politica, coerenza e serietà istituzionale. Tutto il mio appoggio! Condividete!”

“Serve lei, qui e ora. Già alcuni giornali la danno al Ministero delle Pari Opportunità: Mi sembra un’ottima scelta” scrive su Facebook Filippo Andrea Rossi. Perché, spiega nel suo lungo post, “li conosce bene, che non è mai scesa a compromessi, non ha mai usato mezze parole, ma ha sempre detto la verità. Perché è pronta. Politicamente pronta. Umanamente pronta (…) Lei si chiama Monica Cirinnà, e sono sicuro che saprà essere la migliore che le Pari Opportunità abbiano mai avuto”.

“La figura ideale”

“Una donna preparata, sensibile, un’ottima amministratrice e senatrice” la descrive Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. “A lei dobbiamo la legge sulle unioni civili – ricorda – ma non dobbiamo dimenticare che si è schierata senza mezzi termini contro il ddl Pillon”. “E’ una mosca bianca in un mare di parlamentari. Per noi è la figura ideale anche per rilanciare un ministero che negli ultimi governi era diventato solo dipartimento – sottolinea -. E’ una persona che ha a cuore le associazioni che stanno dalla parte dei più deboli, non solo delle donne. Come donna, come professionista e come parlamentare, ha tutta la mia stima”.

CGIL: “Saremmo soddisfatti”

Monica Cirinnà con Sergio Lo Giudice durante il dibattito sulle unioni civili in Senato

Un’indiscrezione che potrebbe essere “derubricata a voce incontrollata” per Sandro Gallittu, responsabile dell’ufficio Nuovi Diritti della CGIL. “Quello che mi piace sottolineare – spiega a Gaypost.it – è però il fatto che questo costituisce un segnale importantissimo di un cambiamento deciso di clima”. “Dopo due anni passati a fronteggiare gli attacchi ai (pochi) diritti esistenti delle persone LGBT+, delle donne, dei migranti e in generale delle componenti più fragili in termini di diritti della nostra società, il solo fatto che sia possibile ipotizzare una soluzione del genere ci consente di tirare un sospiro di sollievo rispetto agli orizzonti futuri – aggiunge -. Premesso questo, è evidente che se un’ipotesi di questo tipo dovesse avverarsi non potremmo che esserne soddisfatti, per tutto ciò che la storia personale e politica dela senatrice Cirinná rappresenta”.

“Nella direzione giusta”

Benché abbia “forti perplessità sulla genesi del prossimo governo” per il presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Sebastiano Secci, è necessario che “la ripresa e la crescita del nostro Paese muovano anche da temi fondamentali del tutto trascurati dalle narrazioni di questi giorni, come appunto le Pari Opportunità, di Diritti, l’Ambiente, la Cultura e l’Istruzione”. E per farlo, aggiunge, “sarà fondamentale avere figure di indubbia competenza e caratura politica in questi Ministeri chiave”. Per questo “la nomina della senatrice Cirinná al Ministero delle Pari Opportunità andrebbe sicuramente in questo senso”. “Una scelta – sottolinea Secci – di questo genere, infatti, testimonierebbe una profonda discontinuità con il passato e la nascita di un governo fondato sulle competenze e sui temi più che sugli equilibri delle varie correnti interne ai partiti”. “Ovviamente non firmiamo cambiali in bianco al nuovo governo – conclude -, ma la discontinuità sul piano degli interlocutori deve essere il primo fondamentale passo per costruire un percorso veramente nuovo”.

Positivo

Per Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay “sarebbe indubbiamente positivo”. “Conosciamo le sue posizioni sui nostri temi e sulle questioni di genere – spiega a Gaypost.it – la sua carriera politica, anche recente, ne è la testimonianza”. “Certo – aggiunge – dobbiamo capire come proseguiranno le consultazioni anche su altri dicasteri importanti per noi. Penso, ad esempio, alla Giustizia, alla Sanità e all’Istruzione. Ma certamente Cirinnà alle Pari Opportunità sarebbe positivo”.

Il PD avrà questo coraggio?

“Con tutti i dubbi che si possono avere su questo governo, per noi sarebbe la persona giusta al posto giusto” è il commento di Gianfranco Goretti, presidente di Famiglie Arcobaleno. “Se qualcuno devono cercare dentro il PD – aggiunge -, lei è la persona giusta ad esempio per elimnare orrori come il famoso decreto sulle carte d’identità elettroniche. Un provvedimento propagandistico e ideologico, buono solo per complicare la vita alle persone”.
“Se il Pd avesse il coraggio di scegliere Monica Cirinnà – conclude – sarebbe il segno che questo governo parte bene”.
E “coraggio” è proprio una delle parole chiave pronunciata da Conte dopo il colloquio di questa mattina con il presidente Mattarella.
Come si chiuderà davvero la partita dei nomi lo scopriremo nei prossimi giorni e, tanto quanto quella dei temi, sarà il segno della direzione che l’alleanza M5S-PD intende prendere.

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