In Politica&diritti, Rainbow, Storie

Non ha mai sentito dire
che la bellezza delle cose
ama sorprenderci?
Ed è forte quello che ho dentro
distante dalla mediocrità:
ho bendato i miei occhi da tempo
per non vederla…
(C.Consoli)

 

Ogni tanto mi arriva qualche messaggio del tipo “ma come mai non scrivi più sul blog?“. Vorrei dire semplicemente “non ho tempo” oppure “non ho voglia”. Ma non è così, o almeno, non è esattamente così semplice.

Tra famiglia e lavoro

Nell’ultimo anno mi sono dedicato tantissimo al mio lavoro di avvocato. C’era stato un momento, negli anni scorsi, in cui avevo scelto di dedicare più tempo alla famiglia e tornassi indietro rifarei tutto esattamente come ho fatto. Ma poi è scattata una molla e dunque il lavoro mi ha preso sempre più tempo ed energie, tanto più che con la “primavera dei diritti arcobaleno” ho girato (e giro tuttora) in lungo e in largo tutta Italia per aiutare le coppie e i loro figli a far riconoscere legalmente le loro famiglie, nei Tribunali e nei Comuni. Questi mesi mi hanno dato tantissimo e non soltanto in termini di soddisfazione professionale, ma soprattutto dal punto di vista umano, con legami profondi di affetto che si sono creati con le famiglie che per me non sono semplici “clienti”.

Le delusioni e gli attacchi

Nel frattempo Renzi ha deciso di non ricandidare Sergio in Senato. Nonostante il suo grande impegno, nonostante i grandi risultati raggiunti in 5 anni, nonostante il sostegno dal basso. E questo cambiamento ha avuto tantissimi effetti. Ce ne sono stati tanti negativi, ma anche alcuni positivi. Fra tutti, ne cito uno: non sentirmi più quella enorme pressione mediatica addosso (che comunque grazie alle fanatiche anti-Gpa continua sempre, come ad esempio quest’estate mentre eravamo in vacanza per le polemiche sulla nomina di Sergio a responsabile diritti civili del PD).

Ignorare la mediocrità

Da qui la scelta di allentare un po’ il filo del racconto, di lasciare spazio per raccontarsi ad altre famiglie (in Italia si contano oltre 1000 bambini arcobaleno), di assaporare il gusto di non sentirmi per forza esposto, sotto attacco (in un periodo in cui già tutte le famiglie omogenitoriali sono quotidianamente sotto attacco), sempre allerta per difendere Luca e Alice. Senza la necessità, dunque, di inseguire costantemente il rumore assordante per non sentire la mediocrità (parafrasando Carmen Consoli che ho citato in alto) degli attacchi di chi è pronto a giudicare la tua vita puntando il dito, offendendo, urlando, sbraitando, mancando non solo di cuore ma anche di tatto.

Sempre in prima linea

So che per me e la mia famiglia è impossibile avere uno spazio del tutto privato, e peraltro non mi interessa neppure perché sarò sempre in prima linea con la mia vita e il mio impegno per l’affermazione dei diritti: semplicemente mi basta non essere in trincea e, adesso che posso, mi basta riuscire a esporre meno Luca e Alice, che nel frattempo crescono e ci regalano ogni giorno la meraviglia, la possibilità di vedere il mondo attraverso i loro occhi curiosi.

Far capolino di tanto in tanto

Come ho scritto già di recente, ultimamente preferisco impiegare più tempo per vivere la felicità, assaporandone ogni istante, piuttosto che per scriverne e raccontarne. Dunque amiche e amici che affettuosamente mi scrivete: no, non sono sparito (e sapete bene che mi trovate sempre su Facebook e ultimamente soprattutto su Instagram dove posto tante foto della mia famiglia), semplicemente farò capolino qui un po’ più lentamente. A presto! 🙂

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