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Un presidio al giorno finché Patrick Zaky non sarà libero. E’ la promessa di Amnesty International Bologna insieme alle studentesse e agli studenti dell’Università di Bologna. Il ragazzo, studente del master in studi di genere dell’Alma Mater, è stato arrestato al Cairo giovedì scorso: era tornato a trovare la famiglia. “Faremo una mobilitazione al giorno per mantenere viva l’attenzione – dice Francesca Santoro, di Amnesty International Bologna, al presidio di solidarietà che si è tenuto ieri sera dentro l’ateneo. Insieme agli attivisti e agli studenti anche la consigliera regionale appena eletta Elly Schlein.

Pronti a sospendere le lezioni

Mentre anche l’Unione Europea si interessa del caso di Zacky, che secondo l’avvocato sarebbe anche stato torturato in carcere, i suoi colleghi universitari sono pronti a scioperare e a sospendere le lezioni
Quello di ieri è stato il secondo presidio.
“Stiamo cercando di fare qualcosa ogni giorno per mantenere viva l’attenzione sul caso – spiega all’agenzia Dire Francesca Santoro di Amnesty Bologna -. Saranno sempre mobilitazioni come questa, e in più Amnesty si vuole mobilitare anche a Roma per sollecitare il Governo italiano”. A lanciare l’appello alla mobilitazione, insieme ad Amnesty, il collettivo universitario Link Bologna e Adi, associazione dei dottorandi dell’Università. Fortissima la risposta di ragazze, ragazzi, ma anche semplici cittadini preoccupati per le sorti del giovane Patrick Zacky.

L’appello: “Tutti gli atenei per Patrick”

“E’ necessario che tutti gli Atenei italiani si uniscano e che il ministero degli Esteri si attivi immediatamente per fare pressioni sul governo egiziano, partendo dal ritiro degli ambasciatori italiani in Egitto”, dice un’attivista di Link al microfono di Dire. Il coro, unanime, della piazza è uno solo: “Patrick libero”. A parlare è Giada, compagna di studi del ricercatore egiziano: “Vogliamo il rientro immediato di Patrick in Italia, ma vogliamo soprattutto che si apra un indagine per capire cosa è accaduto nelle 24 ore in cui era scomparso e non si avevano sue notizie”.
Di Patrick Zacky, infatti, non si è saputo niente tra giovedì e venerdì scorso. Solo sabato è arrivata la conferma dell’arresto avvenuto, però, giovedì. Poi le notizie sul fatto che fosse stato torturato e le sue cose distrutte.

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