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Da 30 a 28 anni. La Corte d’assise d’Appello di Firenze ha così ridotto la pena di Mirco Alessi reo confesso per l’omicidio di Kimberly, una donna trans 45enne brasiliana con cui intratteneva regolarmente rapporti sessuali a pagamento, e di Mariela Josefina Santos Cruz, una donna domenicana di 27 anni avvenuto all’alba del 29 giugno 2016. Dalla mattanza riuscì a salvarsi solo un’amica delle vittime che, terrorizzata, si gettò dalla finestra dell’appartamento di via fiume, a Firenze.

Mentre la mano omicida era chiara, il processo si è occupato di sbrigliare la matassa della “premeditazione”. Ed è su questo punto si è giocata la vera partita: quando Alessi si è recato all’appartamento di Kimberly con un coltello portato da casa, aveva intenzione di ucciderla o, come affermato sul banco degli imputati, aveva solo intenzione di spaventarla?
Alla fine, la confessione dell’imputato, il suo atteggiamento sempre collaborativo, nonché il risarcimento erogato alla donna ferita hanno spinto il sostituto procuratore generale Filippo Di Benedetto a chiedere la condanna dell’imputato senza, però, che fosse contestata l’aggravante della premeditazione e rinunciando a chiedere l’ergastolo e l’isolamento diurno per due anni. A sua volta, la difesa ha rinunciato ad alcuni motivi difensivi.

Recentemente l’efferato omicidio era tornato mediaticamente in auge grazie al racconto televisivo di Un giorno in pretura che ha ripercorso le vicende giudiziarie di quella tragica mattina vicino alla stazione di Firenze S. M. Novella.

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