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“È con vergogna, tristezza e profondo rammarico per le cose che abbiamo fatto che oggi sono qui e dico: abbiamo sbagliato, ci scusiamo, mi dispiace, ci dispiace”. Così il premier canadese Justin Trudeau ha chiesto scusa a tutte le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans e queer che per decenni sono state criminalizzate, licenziate e discriminate in posti di lavoro pubblici in conseguenza del loro orientamento sessuale o identità di genere.

“Un tragico atto di discriminazione”

In un discorso di quasi mezz’ora pronunciato davanti alla Camera dei Comuni, Trudeau ha parlato di “un tragico atto di discriminazione da parte del governo verso i propri cittadini”. Persone “che hanno perso la dignità, le carriere o hanno visto i loro sogni e le loro vite spezzate”. Commosso, il premier si è scusato segnando una giornata storica per la comunità lgbt+ canadese. Ala fine del discorso, i deputati e le deputate si sono alzate in piedi per applaudirlo.

 

Today, in the House of Commons on behalf of the Government of Canada, I offer my sincerest apologies to LGBTQ2 Canadians for the oppression and injustices they have suffered. Watch live:

Aujourd’hui, à la Chambre des communes au nom du gouvernement du Canada, j’offre mes excuses les plus sincères aux Canadiens LGBTQ2 qui ont souffert de l’oppression et des injustices. À voir en direct :

Pubblicato da Justin Trudeau su Martedì 28 novembre 2017

 

Più di 9 mila persone

Secondo le stime pubblicate da Lgbtpurge.org, sono state più di 9 mila le persone omosessuali o trans perseguitate dal governo canadese tra gli anni ’40 e gli anni ’90. In quei decenni, si scatenò quella che viene definita, appunto, una purga che comportò il licenziamento e duri interrogatori di dipendenti pubblici solo per il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere.

La class action contro il governo

Il sito Lgbtpurge.org ha raccolto le denunce di ex dipendenti e funzionari di enti governativi o delle Forze Armate che hanno intentato una class action contro il governo canadese per quanto subito in quegli anni.
La class action è stata vinta e a loro è stato riconosciuto un risarcimento per un massimo di 100 milioni di dollari canadesi (66 milioni di euro).

La card pubblicata sulla pagina Facebook di Justin Trudeau

Le accuse di spionaggio e la “Fruit machine”

Le persone lgbt venivano allontanate da posti di lavoro pubblici perché ritenute più facilmente arruolabili come spie da servizi segreti stranieri e perché ritenute particolarmente sensibili al comunismo.
Per individuare le persone omosessuali o trans venne ideata una sorta di “macchina della verità” chiamata “Fruit Machine”. Le persone venivano fatte sedere su una poltrona e venivano sottoposte alla visione di immagini porno. La reazione veniva valutata in base alla dilatazione delle pupille o alla sudorazione della pelle. In questo modo gli agenti pensavano di riconoscere chi fosse omosessuale e chi no.

“Scusa, a nome del Governo”

“Il Governo ha esercitato la sua autorità in modo crudele e ingiusto”, ha dichiarato Trudeau in aula, aggiungendo che “a nome del Governo, offro le mie più sincere scuse ai canadesi lgbtq per l’oppressione e le ingiustizie che hanno subito”. E questo è durato fino al 1992, nonostante l’omosessualità fosse stata depenalizzata in Canada già nel 1969.
Oggi il Canada è uno dei paesi più inclusivi al mondo nei confronti delle persone lgbt+ e Trudeau è già passato alla storia come il primo premier a partecipare al Toronto Pride.

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