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«Schifoso ricchione ma quando ti cacciano di casa?! Sei la vergogna di Montemiletto. Ci vorrebbe la camera a gas. È meglio che ti uccidi».
Questo il contenuto di un biglietto trovato in serata sotto casa da Alessandro Reda, uno studente dell’università di Salerno.
È stato lui stesso a denunciarlo attraverso un post sul proprio profilo Facebook:
“Stasera – ha scritto Alessandro- qualche delinquente mi ha fatto trovare questo biglietto sotto la porta. A quanto pare non aveva il coraggio di dirmelo in faccia. Chi ha scritto questo messaggio a me indirizzato non solo attacca me ma attacca un’intera comunità. Non mi fermerete con le vostre intimidazioni e il vostro odio. La maggioranza dei miei compaesani non è con te o con voi. Sono fiero di quello che sono, la mia famiglia mi ama e continuo per la mia strada”

Arcigay:”Clima insopportabile. Serve denunciare”

Il comitato Territoriale Arcigay Salerno “Marcella Di Folco” oltre ad esprimere piena solidarietà ha dichiarato, in una nota stampa, di essere disposto a mettere “gratuitamente le proprie professionalità legali” a disposizione della vittima.
“E’ l’ennesimo atto di violenza a cui assistiamo sui nostri territori – ha spiegato il presidente Francesco Napoli, – Siamo naturalmente vicini alla vittima ed orgogliosi della sua risposta. Ma siamo anche vicini a tutte quelle vittime silenziose che ogni giorno vivono drammi di questo genere, spesso anche peggiori. Diciamo loro che ci siamo e che siamo pronti ad aiutarli. Diciamo a tutte e tutti di denunciare violenze e offese, da chiunque provengano ed in qualunque situazione si verifichino”.

Inoltre Arcigay Salerno chiede alle istituzioni locali quali interventi ritengano porre in essere per pervenire all’individuazione degli aggressori e per attivare politiche di contrasto all’omofobia ed al bullismo omofobico


Aggiornamento 11 marzo
Avevamo incorporato il post di denuncia di Alessandro che riportava le minacce ricevute. Il post è stato momentaneamente rimosso dall’autore a seguito di una serie di messaggi che lo accusano di “messa in scena”. Questo è la foto del biglietto. Alessandro conferma l’autenticità delle minacce.

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